Cortei di agricoltori hanno sfilato per manifestare il dissenso alla tassazione sui terreni agricoli, con un nulla di fatto, espresso dal Parlamento con l'approvazione al ddl n. 1749 della legge del 24 gennaio 2015, con 132 voti favorevoli, 83 contrari e 2 astenuti. Passa al Senato nella serata del 26 febbraio la modifica all'Imu, che nella sua stesura non aveva tenuto conto della Commissione Agricoltura, rivista oggi in materia di tassazione sui Comuni montani. Rimane inascoltata la voce degli imprenditori agricoli che chiedevano la sua abolizione. Giorni accesi di protesta, di associazioni nazionali, battuti dai no del pensiero unico. Constatazione sulla infinita crisi dello Stato che con i suoi cittadini, cerca di accaparrarsi risorse, negando la sua ragione di essere, convinto dall'ideologia eurista che non lascia spazio alla ragione.

La revisione della tassa sui terreni agricoli al Senato, ha scatenato lo sconcerto di associazioni a sostegno degli agricoltori, come Confagricoltura Grosseto e Agrinsieme, che hanno partecipato alle manifestazioni del 10 febbraio 2015. Esaurite le ultime speranze nell'unica occasione di discussione della legge sull'Imu agricola in Parlamento, per la possibile abolizione che le maggiori forze politiche all'opposizione non hanno sostenuto con l'astensione al voto.



Il passaggio della legge al Senato prevede la modifica dell'articolo 1 e 2, in materia di esenzione di terreni agricoli montani e parzialmente montani: terreni incolti comunali e appartenenti agli agricoltori iscritti alla previdenza agricola; terreni agricoli e in affitto presi in carico da professionisti e coltivatori diretti, iscritti alla previdenza agricola; esenzione per le isole minori; abolita la sanzione per il versamento dopo il 10 febbraio e versata entro il 31 marzo; immutata la cifra sull'esenzione per i terreni agro-silvo-pastorali per l'anno 2014; misure compensative per le province autonome di Bolzano e Trento e le regioni a statuto ordinario come Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia.

Lo Stato incassa soldi dai cittadini nel suo bilancio triennale 2015-2017: 3 milioni di euro per l'anno 2015, 11.2 milioni per il 2016 e 6 milioni nel 2017, destinati al programma "Fondi di Riserva e speciali" della missione "Fondi da ripartire".