Una nuova imposta peserà sulle tasche degli italiani: la tassa sui condizionatori 2015 voluta da una direttiva dell'Unione europea che riguarda le emissioni di anidride carbonica. Il Ministero tramite il sito ufficiale ha voluto precisare, che tale norma sarà valida unicamente per quegli impianti superiori ai 12 KW. In una nota alcune associazioni di consumatori (Federconsumat e Adusbef) hanno stimato un onere per ogni famiglia pari alle 200 euro. D'altro canto, il nostro paese è vincolato a rispettare le norme europee sul tema ''efficienza dell'energia nel settore edilizio''.

Tassa condizionatori 2015: tutto quello che c'è da sapere - Proprio nella settimana più calda dell'anno è arrivato come un fulmine a ciel sereno la notizia sulla tassa che riguarda i condizionatori, lasciando allibiti molti italiani. Eppure prima di prendere al riguardo una posizione ben delineata: è di buona norma non basarsi su un'unica fonte, ma avere l'accortezza di confrontarla con altri siti. Perciò sul tema imposta condizionatori è giusto fare un po di chiarezza. In primis, non è affatto veritiera la news che attribuisce tale imposizione onerosa al Governo Renzi, oppure che il bollino viene rilasciato in correlazione al numero di condizionatori che una persona ha all'interno della propria abitazione. È il decreto dell'Unione Europea stessa, ad aver disposto l'introduzione del bollino per tutti quei condizionatori con potenza superiore ai 12 Kw. Tale norma era stata già preventivata il 12 febbraio 2014 quando Matteo Renzi non era ancora a capo del Governo italiano. Perciò è giusto frenare gli inutili allarmismi e preoccupazioni, qualora il vostro impianto di condizionamento non supera i chilowatt stabiliti dalla norma.

Cosa fare in caso di condizionatore superiore ai 12 Kw - La direttive UE datate ''2002/91/CE e quella del 2010/31/UE'' (la prima già ricevuta il 19/08/2005) sul tema condizionatori di riscaldamento obbliga ai proprietari ad avere un libretto di impianto di riscaldamento con una regolare certificazione del personale specializzato che ne attesta la corretta manutenzione. Un provvedimento che migliora senz'altro la sicurezza e il risparmio energetico per lo stesso utente. Al riguardo sono previste delle multe abbastanza salate (500 - 3000 euro) per coloro che verranno trovati privi di libretto, correlative certificazioni e pagamenti. Ricordiamo che l'obbligo di disporre un libretto per il proprio condizionatore era già in vigore a partire dal 2014. Cosa ne pensate in merito? Quali saranno i soggetti più colpiti, forse le attività commerciali? #tasso mutui #Tutela ambientale