Da oggi l'Agenzia delle Entrate avrà a disposizione tutti i dati dei clienti degli istituti di credito: soldi, movimenti, bonifici, carte di credito, assegni. Dati sensibili che dovranno essere utilizzati nella lotta all'#Evasione Fiscale, una vera e propria piaga del nostro Paese che ammonta a 120 miliardi di euro. Insomma, l'amministrazione finanziaria sarà a conoscenza di ogni minimo dettaglio delle nostre giornate, visto che gran parte dei pagamenti avvengono attraverso bancomat o versamenti on line. Al cervellone del fisco, arriveranno da oggi tutti i dati dei contribuenti relativi al 2015.

Gli strumenti per la lotta all'evasione fiscale

Di seguito è possibile dare uno sguardo dettagliato agli strumenti utilizzati per contrastare l'evasione fiscale:

  • abolizione del segreto bancario: le banche che dovranno trasmettere annualmente all'amministrazione finanziaria tutti i dati sui soldi e sui movimenti bancari;

  • studi di settore, per poter valutare l'attendibilità dei ricavi/compensi dichiarati;

  • interventi di controllo economico del territorio, che riguardano in particolar modo gli interventi effettuati dalla guardia di finanza sulla mancata emissione di scontrini e ricevute;

  • redditometro, ossia la ricostruzione del reddito del contribuente sulla base delle spese che ha effettuato;

  • aumento degli obblighi di comunicazione dei dati all'#agenzia delle entrate tra cui emerge lo spesometro;

  • il 117 come numero di pubblica utilità della guardia di finanza;

  • serpico”, cioè il sistema informativo della fiscalità e applicazioni statistiche per orientare l'azione di contrasto;

  • metodologie di controllo delle piccole imprese e professionisti;

  • POS, situato negli esercizi commerciali per pagare con #Carta di credito;

  • fattura elettronica: le imprese sono obbligate ad emettere la fattura in formato elettronico nei rapporti con la pubblica amministrazione.

La tutela della privacy

Nonostante il garante della privacy abbia assicurato che saranno rispettate le regole sulla protezione dei dati personali, di certo questo cambiamento costituirà un passaggio epocale che dovrebbe permettere un'enorme riduzione del segreto bancario.

Tuttavia non bisogna sottovalutare il rischio che contribuenti onesti possano restare invischiati in quella faragginosa macchina burocratica che è il fisco italiano. Si sa, il fisco quando si muove fa davvero male, così può diventare difficile dimostrare l'estraneità ai fatti contestati. Certo, ora l'erario non avrà più scuse: ha tutte le carte in regola per contrastare l'evasione fiscale, ma siamo sicuri che questo servirà davvero?

Se ci si pensa bene, i grandi imprenditori e le grandi imprese del nostro Paese hanno deciso da tempo di trasportare la propria sede all'estero, in zone con un prelievo fiscale meno gravoso.