A partire da quest'anno è possibile, con la dichiarazione dei redditi 2016, chiedere la detrazione per le spese relative alla mensa scolastica. Si tratta, indubbiamente, di una buona notizia per le famiglie con figli che vanno a #Scuola, poiché i costi per garantire ai propri ragazzi il pasto all'interno degli istituti per l'infanzia, primari e secondari, gravano eccome sul bilancio annuale familiare. Le modalità e i tempi per usufruire di tale beneficio sono stati chiariti dall'Agenzia dell'Entrate con la diffusione della circolare 3/E del 2 marzo 2016. Stando a quanto previsto dal documento, nella dichiarazione dei redditi è possibile inserire, tra le spese detraibili legate all'istruzione, anche quelle delle mense scolastiche.

Tuttavia, questa misura comincia a manifestare le prime, profonde lacune.

Il limite massimo di 400 euro non copre neanche la metà della spesa

A partire dall'anno d'imposta 2015, le famiglie con figli a carico possono chiedere la detrazione di quanto versato per pagare la mensa scolastica. In media, si calcola che per ogni Comune italiano dove ci sono istituti scolastici che forniscono servizio mensa, i genitori paghino circa 5 euro al giorno. Moltiplicando questa cifra per i 200 giorni del calendario scolastico, si ha una spesa effettiva di 1.000 euro l'anno. La normativa riguardante la detrazione fiscale per la mensa, prevede che si possano ottenere non più di 400 euro per ogni studente. Di conseguenza, siccome i numeri non possono essere smentiti, un nucleo familiare non rientra nemmeno della metà di quanto sborsato nel corso dell'anno scolastico.

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Insomma, una detrazione a metà.

La mensa, anche se viene considerata un servizio "a richiesta" sia per le classi modulari che prevedono da 1 a 3 rientri settimanali, sia per quelle a tempo pieno, è diventata di fatto un servizio obbligatorio. Infatti, per evitare di far pranzare i figli a scuola, i genitori ogni giorno dovrebbero riportarli a casa per il pasto, e subito dopo accompagnarli nuovamente in classe. Naturalmente, si tratterebbe di una complicazione non da poco nella vita quotidiana sia del ragazzo che dell'adulto e, inoltre, andrebbe contro gli attuali piani educativi che considerano il pranzo a scuola come un momento rilevante nel processo di educazione e di crescita dell'alunno.

Di conseguenza, si ritorna al principio secondo cui, ormai, le mense scolastiche rappresentano un servizio obbligatorio, ma nonostante ciò il Fisco garantisce, ai contribuenti che hanno figli a scuola, meno della metà di spesa detraibile. Un classico paradosso all'italiana.  #agenzia delle entrate #Detrazioni fiscali