In molti aspettavano con insistenza il parere del Consiglio di Stato sul nuovo decreto ministeriale, che dovrebbe disciplinare le modalità di pagamento del Canone Rai 2016. Purtroppo per il Governo diretto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, il parere del Consiglio di Stato su tale decreto è stato molto negativo. Questo parere con esito negativo, giunge quando ormai mancano davvero poche settimane all'arrivo della prima rata del Canone, che ricordiamo sarà inserita nella bolletta della luce di luglio e a pochissimi giorni dalla scadenza dei termini per presentare l'autocertificazione all'Agenzia delle Entrate, unico modo per poter ottenere l'esenzione dal pagamento del Canone. 

I principali dubbi avanzati dal Consiglio di Stato

Per quanto riguarda i motivi che hanno spinto l'importante organo consultivo a dare esito negativo al parere, il Consiglio di Stato lamenta innanzi tutto che il decreto in questione non stabilisca chiaramente cosa si intenda per apparecchio televisivo.

Inoltre una delle pecche dell'atto ministeriale è che questo non chiarisce in maniera evidente che il Canone Rai 2016 va pagato una sola volta per famiglia a prescindere dal numero di televisori posseduti in casa. Questo servirà soprattutto ad evitare che si sia costretti a pagare il Canone quando si possiede smartphone o tablet, ma non si abbia in casa alcun apparecchio televisivo. 

Vi sarebbero anche evidenti problemi di privacy

Inoltre sempre il Consiglio di Stato mette in evidenza un punto già segnalato dalle principali associazioni di consumatori italiani e cioè che il nuovo sistema di pagamento del Canone Rai 2016, incrociando molti dati per comprendere chi deve pagare e chi no questa imposta, finisce per generare un problema di privacy per i cittadini italiani abbastanza grave. Infine l'organo consultivo mette in evidenza anche che il Decreto non chiarisce in maniera certa chi deve pagare il Canone e chi no e inoltre gravi problemi vi sono anche per quello che concerne l'autocertificazione da presentare per ottenere l'esenzione nei casi previsti dalla legge.

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Il Ministero che ha redatto il Decreto, dichiara di aver preso atto delle osservazioni fatte dal Consiglio di Stato.