Da oggi 1 maggio il 730 precompilato è ufficialmente partito, cioè può essere compilato, corretto ed inviato all’agenzia delle entrate. L’operazione è sempre la stessa e serve agli italiani per pagare l’imposta sul reddito delle persone fisiche, cioè l’Irpef sui redditi prodotti nel 2015. La legge italiana consente numerose vie per ridurre l’imposta dovuta, attraverso la detrazione o deduzione di tutta una serie di spese che si sono sostenute sempre nell’anno di imposta 2015. Se per le spese sanitarie, quelle dei familiari a carico, università e così via, il quadro è chiaro (più o meno), bisogna sapere che ci sono anche altre voci che permettono di essere scaricate dal reddito e spesso nemmeno lo si sa.

Tecnologie robotiche e semplici accorgimenti per la sicurezza

Quando si parla di sistemi di sicurezza si pensa sempre all’impianto di allarme e di antifurto, ma in dichiarazione dei redditi si può scaricare anche altro. Infatti dotare la propria casa di grate, porte blindate, vetri antisfondamento o acquistare e montare una cassaforte a muro, da diritto alla detrazione del 50% delle spese sostenute, cioè si ammortizza sotto forma di sconto fiscale la metà della spesa sostenuta. Anche le spese per adattare la casa alle norme antisismiche danno diritto alla detrazione del 50%. Stessa percentuale di sconto per le spese sostenute per dotare la propria casa di impianti robotici per permettere la deambulazione e tutti i movimenti di soggetti affetti da patologie gravi e disabilità.

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Tra queste spese, che ricadono nel contenitore del bonus ristrutturazioni, anche quelle per dotare la casa di apparecchiature che, sempre in riferimento a soggetti disabili, ne agevolino la comunicazione sia interna che esterna le mura domestiche. Quindi ascensori, meccanismi di supporto a scale, rampe, accesso ai servizi sanitari e computer per disabili.

Arredamento ed autorimesse

Esiste nel panorama italiano il bonus mobili che altro non è che uno sconto fiscale concesso ai giovani che vanno a vivere da soli e che hanno necessità di arredare casa. Bisogna sapere però che non tutti i componenti di arredo danno diritto alla detrazione, perché per esempio, i mobili antichi, i tendaggi e le porte non rientrano tra le spese detraibili. Si possono scaricare le spese per l’acquisto della classica mobilia da appartamento o da esterno, quindi dalla cucina all’arredo bagno, fino alle lampade, i materassi e le semplici cassettiere. Da sapere poi che se il bonus mobili è collegato a quello di ristrutturazione immobiliare, le spese per l’arredamento devono essere state sostenute, come data, dopo quelle per sistemare casa.

Nessun vincolo sulla provenienza dei mobili acquistati, perché possono essere anche esteri, purchè la spesa sia documentata da fattura o da pagamenti tracciabili come la carta di credito. La realizzazione o creazione di una autorimessa, un garage o un posto auto, anche in condominio, può dare diritto alla detrazione della metà delle spese sostenute. Le spese per il professionista che si occupa di progettare la ristrutturazione della casa, o di offrire la consulenza specializzata, danno diritto alla detrazione sempre del 50%. Infine la questione degli immobili di interesse storico: i possessori di questo tipo di unità immobiliare possono scaricare le spese sostenute per rendere queste case adeguate alla vita di oggi. L’importante in questo caso è non comprare materiali che allontanino il bene da quella che è la sua natura artistica e storica.