Era da tempo solo in attesa di conferma, ma ormai tutto è pronto e da oggi 1° giugno, le cartelle esattoriali di #Equitalia per molti soggetti saranno recapitate con i moderni metodi tecnologici. Infatti imprese, aziende, professionisti e così via si dovranno munire di una casella di Posta Elettronica Certificata dove l’Ente per la riscossione provvederà ad inoltrare le cartelle. Vediamo come la novità potrebbe essere assorbita dal sistema e quali difficoltà ci sono.

Semplificazione e risparmi dovrebbero essere garantiti

La novità riguarda tutti i cittadini anche se solo i soggetti di cui parlavamo prima, cioè imprese, aziende e così via, dovranno sottostare a questa rivoluzione.

Per i singoli contribuenti l’invio delle cartelle tramite PEC resta opzionale. L’Ente per la riscossione estrapolerà dagli elenchi delle Camere di Commercio gli indirizzi di posta elettronica che i soggetti obbligati dovranno comunicare. Per i singoli contribuenti invece, sarà loro onere chiedere ad Equitalia di poter ricevere le cartelle con il nuovo canale, comunicando il proprio indirizzo di posta elettronica. L’obiettivo di questa novità è facilitare il compito dell’Ente risparmiando su servizi postali ed altri costi previsti precedentemente, mentre per il cittadino si snellirebbe la procedura di ritiro che nei casi di temporanea assenza da residenza e domicilio, si allungava di parecchio.

Caselle malfunzionanti, quali le soluzioni

I dubbi al riguardo restano tantissimi, perché il sistema è già da tempo stato sperimentato da Equitalia ed i risultati ottenuti parlano, relativamente allo scorso anno, di un milione di cartelle recapitate positivamente su 2,5 milioni di tentativi.

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Problemi con le caselle, inadempienza dei titolari delle PEC che dimenticano di svuotarle o di rinnovarne i contratti, portano spesso all’impossibilità di recapitare in maniera consona la cartella. La procedura prevista però ha un salvagente, perché nel caso il primo invio non andasse a buon fine, decorsi 15 giorni, l’Ente provvederà a rispedirlo di nuovo. In caso di ennesimo flop, Equitalia invierà la cartella alla camera di commercio in deposito, con conseguente invio con raccomandata A/R postale al contribuente, della comunicazione di effettuato deposito.

Nullità degli atti? Molti dubbi e non di poco conto

Da quanto trapela c’è un certo ottimismo sulla bontà di questa novità. Il MISE, il Ministero di Sviluppo Economico ha comunicato attraverso una nota il vademecum operativo insieme ad un sollecito agli ordini professionali di erudire i propri iscritti su come detenere in perfetto funzionamento la propria cartella di posta in modo tale da rendere regolare il flusso delle notifiche.

I dubbi però restano, soprattutto per gli atti che non vanno a buon fine come invio.

La compiuta giacenza, che è un istituto particolare che completa l’invio dell’atto, come cambierà alla luce della novità? Di norma, con l’invio postale una cartella anche se non si è riuscita a recapitare per assenza o rifiuto del destinatario, completa l’iter di consegna in 10 giorni dal tentato recapito. Naturalmente il perfezionamento della compiuta giacenza prevede, per tutti gli atti giudiziari, anche il deposito alla casa comunale di residenza del contribuente, la relativa comunicazione affissa sulla porta dell’indirizzo di residenza, ufficio o altro del contribuente e l’ennesima raccomandata A/R di avvenuto deposito. La procedura con la PEC dovrebbe cambiare anche la casistica di nullità delle cartelle, con variazioni degli adempimenti spettanti al Concessionario che invia ed al contribuente che riceve. #Governo #consolidamento debiti