I cittadini italiani devono dichiarare al fisco i redditi che percepiscono durante l'anno poichè è da questi che viene calcolata l'imposta che devono pagare allo Stato. Tutto ciò avviene attraverso la compilazione di un documento detto Dichiarazione dei redditi. Il modello di questo documento cambia a seconda che il soggetto dichiarante sia un lavoratore dipendente, e allora si parla di modello 730, oppure sia un lavoratore autonomo o un soggetto giuridico come una società, e allora si parla di modello Unico. Ma se ci fossero degli errori di calcolo? Vediamo meglio cosa succede e come si può risolvere. 

Soluzioni in caso di errori nella dichiarazione dei redditi

In base a quanto detto sopra può succedere che si verifichino degli errori nella compilazione della dichiarazione dei redditi.

Per esempio, se ricontrollando il modello il contribuente si dovesse accorgere che è stata calcolata una imposta maggiore di quella realmente dovuta, egli può correggere l'errore compilando una dichiarazione dei redditi che va ad integrare quella precedente. Tale operazione deve essere eseguita entro l'anno successivo. Inoltre, anche se egli non dovesse effettuare l'integrazione di cui si è appena detto, ha la facoltà di chiedere il rimborso entro i prossimi 4 anni. Durante questo tempo egli dovrà dimostrare a un giudice che in realtà doveva pagare una imposta inferiore. Una situazione particolare si ha nel momento in cui il contribuente presenta una dichiarazione dei redditi modificata dove avanza un credito d'imposta superiore ai 4.000 Euro. In questo caso l'Agenzia delle Entrate ha 4 mesi di tempo per fare i dovuti controlli.

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È bene notare che si fa riferimento a crediti d'imposta superiori a 4.000 Euro e che solo dopo questo controllo il soggetto dichiarante potrà decidere se avere il rimborso subito in busta paga oppure compensarlo con altre imposte che deve pagare. Per maggiore chiarezza è possibile visionare la sentenza di fine giugno della Corte di Cassazione in merito a questa questione.