Nelle pieghe della legge di bilancio per l'anno 2017 spunta una tassa sui cani. Il deputato del Pd, Michele Anzaldi, ha presentato un emendamento che prevede l'introduzione di un nuovo balzello a carico dei proprietari di cani che non sono sterilizzati. Lo scopo, secondo la proposta di Anzaldi, è quello di fermare il fenomeno delle nascite incontrollate di cuccioli, e prevenire così il RANDAGISMO e il sovraffollamento dei canili, che hanno pesanti risvolti economici sulla collettività. Basti pensare che un cane che si trova all'interno di un canile costa almeno 7.000 euro annuali tra spese di retta, cibo, personale, profilassi e spese sanitarie.

Calcolando che le fonti ufficiali quantificano in 750mila il numero di randagi, si arriva alla cifra record di 5 miliardi l'anno.

Tassa sui cani: esenzioni previste

Ad essere esentati dal pagamento della tassa sarebbero tutti coloro che provvederanno a sterilizzare i propri amici a quattro zampe presso i veterinari abilitati ad accedere all'anagrafe regionale degli animali d’affezione. Le altre esenzioni riguarderebbero i cani di proprietà di allevatori professionali, quelli esclusivamente adibiti alla guida dei ciechi e alla custodia degli edifici rurali e del gregge, nonché gli animali utilizzati dall'Esercito e quelli di pubblica sicurezza.

Tassa sui cani: le posizioni di animalisti e veterinari

La LAV (lega antivivisezione) sarebbe a favore della tassa se fosse applicata anche ai pastori, ai cacciatori e agli allevatori di cani perché, come sostenuto anche dall'ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali): "il randagismo è causato non tanto dai proprietari di cani che vivono nei centri abitati, ma da quegli allevatori, agricoltori e pastori che non sterilizzano i propri animali e li lasciano vagare liberamente sul territorio".

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Per l'Associazione Nazionale Veterinari: "Tassare la mancata sterilizzazione di cani e gatti provocherebbe la fuga dei proprietari perché, dovendo scegliere fra pagare la tassa o la sterilizzazione, finiranno per scegliere di abbandonare il proprio animale". Animalisti e veterinari, quindi, condividono l'opinione che la tassazione non può debellare la piaga del randagismo anzi, rischia di incentivarla nel momento in cui i meno abbienti si ritroveranno impossibilitati economicamente a procedere con la sterilizzazione. Di conseguenza, la proposta è di aiutare i cittadini con sgravi fiscali, prezzi popolari, o addirittura garantire la gratuità dell’intervento, che ora può arrivare a costare in media 200 euro.