Nonostante il prossimo referendum costituzionale del 4 dicembre catalizzi l’attenzione di tutti, i lavori sulla Legge di Bilancio procedono spediti, anche per quanto concerne i decreti ad essa collegati. Tra questi, il Decreto Fiscale che, completato il tour Parlamentare, è stato convertito in Legge dopo l’ok del Senato. Dentro il Decreto uno sconto offerto a coloro che hanno pendenze fiscali, tributarie e multe non pagate, arrivate ad Equitalia o ad altri concessionari. Parliamo della definizione agevolata dei debiti per la quale Equitalia sul sito ufficiale ha pubblicato il modello di adesione.

I lati positivi

La rottamazione dei ruoli, nasce allo scopo di raggiungere un duplice obbiettivo.

Di fronte ad uno sconto su quanto devono gli indebitati, il Governo crede di poter incassare parte dei debiti oggi pendenti e potenzialmente inesigibili. Vantaggi per lo Stato (si conta di incassare qualcosa come 4 miliardi entro il 2017) e per i contribuenti che pagheranno meno di quanto devono, chiudendo la partita col Fisco. Tutti i carichi affidati ai Concessionari per la riscossione tra il 2000 ed il 2016, ma anche le multe del Codice della Strada subiranno il taglio degli interessi di mora e delle sanzioni. Al contribuente resterà da pagare il tributo o la tassa evasa, l’aggio, gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e le spese di notifica e procedura esecutiva. Uno sconto è pur sempre uno sconto, quindi un taglio del debito risulterà sicuramente una buona notizia per i contribuenti.

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Bisogna stare attenti però al fatto che aderendo alla rottamazione, le nuove rate vanno pagate puntualmente, per non vedersi cancellare il beneficio ottenuto e ritornare a pagare gli importi previsti prima della sanatoria, quindi con sanzioni ed interessi.

Come scegliere se aderire o meno

Sembrerebbe tutto ok, ma a guardare tra le righe del provvedimento, qualcosa di non propriamente vantaggioso per i contribuenti c’è. Innanzi tutto, lo sconto offerto nasconde una contropartita, cioè il chiudere i conti nel più breve tempo possibile. L’adesione alla rottamazione infatti prevede che tutto quanto dovuto, al netto dello sconto ricevuto, dovrà essere saldato in 5 rate trimestrali, l’ultima delle quali a settembre 2018, cioè in meno di due anni. Inoltre, il 70% del debito deve essere pagato nelle rate del 2017. Chi ha già aperte rateizzazioni sulle vecchie cartelle, per aderire dovrà rinunciare ai vecchi piani di dilazione. Questi ultimi prevedevano rate mensili anche per 6 anni. La differenza di durata e quindi il tempo per saldare i propri debiti è decisamente penalizzante dalla nuova sanatoria, così come gli importi delle rate che saranno sicuramente rilevanti.

A vederla così, sembra una sanatoria adatta a chi abbia i soldi per pagare, un assist per i ricchi evasori che di fronte allo sconto potrebbero cacciare i soldi per rimettersi in regola. Gli evasori di necessità, quelli che davvero non hanno la possibilità di pagare i debiti, sarebbero chiamati ad uno sforzo impossibile per racimolare nel breve lasso di tempo offerto, le cifre richieste. Senza calcolare poi che coloro che hanno azioni legali già avviate con Equitalia, per aderire alla definizione agevolata, devono rinunciare a difendersi, come previsto anche dal modello DA1 che è quello da utilizzare per la rottamazione. Aderire alla rottamazione inoltre, fa decadere i termini di prescrizione delle cartelle. In pratica, chiedendo la definizione agevolata, si accettano i ruoli così come sono anche le cartelle più vecchie, quelle a rischio scadenza. Qualcuno pensa che la chiusura di Equitalia ed il passaggio ad Agenzia delle Entrate-riscossione, porterà inevitabili ritardi nell’invio delle nuove richieste di pagamento. Per cartelle vecchie, il rischio che le nuove richieste arrivino oltre i termini di prescrizione è evidente. Bisognerebbe controllare cartella per cartella e soprattutto valutare se si è nelle condizioni di poter pagare le rate, prima di aderire a questa definizione agevolata.