L'Agenzia delle Entrate, con un recente comunicato stampa, ha informato i cittadini italiani di una nuova truffa telematica. In questi giorni, molti contribuenti, hanno infatti segnalato di aver ricevuto numerose email di phishing nella propria casella di posta, che apparentemente sembrano inviate dagli uffici dell'agenzia delle entrate con contenuti reali ma che invece sono false e pericolose per la privacy dell’utente che le apre.

Email false apparentemente inviate dall’Agenzia delle Entrate: come bisogna comportarsi

Le finte email inviate, in questi giorni, ai danni dei contribuenti italiani si presentano come una segnalazione dell’ente di un fantomatico debito finanziario che l’utente avrebbe per il 2016.

Viene annunciata nella mail che la mancata estinzione del debito, farà provvedere al relativo prelievo sul proprio conto corrente, allegando al messaggio, i file da compilare per assolvere alla procedura. L'Agenzia delle Entrate sottolinea la propria totale estraneità a queste comunicazioni, segnalando ai contribuenti coinvolti che non si tratta di email ufficiali, invitando i malcapitati a cestinare immediatamente le false email ricevute e a non aprire in ogni caso gli allegati.

La truffa delle mail: come scoprire se si tratta di un inganno

Come si deve comportare l’utente che riceve la mail dall’Agenzia e come può scoprire se si tratta di una comunicazione vera o falsa? Tutti gli utenti che dovessero vedersi recapitare una mail dall’ente dell'Agenzia delle Entrate che in apparenza sembrerebbe vera ed affidabile, non devono aprirla ma cestinarla immediatamente.

I migliori video del giorno

La comunicazione si presenta in genere come una lettera digitale dell’Agenzia nella quale viene sollecitato un debito a carico dell’utente. Il messaggio ha, in genere, come allegato un file zippato (compresso), che non deve essere assolutamente scaricato né aperto poiché, al suo accesso, è programmata l’installazione automatica sul computer di un programma che lo potrà mettere seriamente in pericolo, esponendo i dati personali al suo interno e rendendoli accessibili a persone malintenzionate.