Molti gli italiani (piccoli imprenditori e non solo) che oggi denunciano un sistema fiscale sempre più insostenibile. Tasse, #debiti e cartelle esattoriali non lasciano più ampi spazi di manovra ai contribuenti, i quali, spesso, proprio per la loro impossibilità di provvedere a pagamenti tempestivi, sono accusati di evadere il fisco solo perchè incapaci di rispettare le scadenze legate al versamento dei contributi. Gli stessi, a volte anche senza volerlo, si ritrovano poi schiacciati dagli interessi sempre più alti dei debiti contratti con l'Erario dello Stato e, di conseguenza, incapaci di regolarizzare la propria posizione, finiscono con l'essere schiacciati dal peso delle tasse e dalle ingenti somme delle cartelle esattoriali.

Per andare incontro a queste persone e permettere ai contribuenti di respirare è stata aperta fino al 21 aprile - presso le sedi di #Equitalia - la finestra per aderire alla definizione agevolata e mettersi in regola col Fisco senza pagare interessi e sanzioni. A questo sportello gli interessati hanno potuto presentare domanda di adesione alla #rottamazione delle cartelle definendo in questo modo gli interessi (senza mora) e regolarizzare la propria posizione.

Scaduti termini per definizione agevolata delle Cartelle Equitalia: cosa succede ora?

Il percorso non può considerarsi ancora concluso. Per capire meglio quello che succederà nei prossimi mesi basterà ricordare che:

  • entro la metà di giugno i contribuenti riceveranno da parte dell'agente della riscossione il "saldo", ovvero l'esatto ammontare delle cifre da pagare per saldare il proprio debito;
  • all'interno della stessa comunicazione saranno rese note le relative scadenze da rispettare per effettuare i versamenti.

Cosa potranno fare i soggetti coinvolti

Le persone coinvolte potranno decidere di:

  • versare tutto in un'unica rata;
  • dividere il pagamento in - massimo - cinque rate.

E' obbligatorio comunque per questi ultimi saldare almeno il 70% dell'ammontare del proprio debito entro e non oltre il 2017 (il restante 30% invence entro il 2018).

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Al di là del metodo scelto la prima rata è stata comunque fissata nel mese di luglio 2017. E' importante ricordare che il ritardo, il mancato versamento e/o il non rispetto delle scadenze (anche di una sola data) comporta la perdita di tutti i benefici legati alla definizione agevolata. Equitalia sarà allora autorizzata a procedere al recupero delle somme considerando le quote già versate come un acconto.