Venerdì 16 giugno va pagato il primo acconto dell'imu e della Tasi per il 2017, ormai lo sappiamo. La rata a saldo finale andrà versata all'Erario entro il prossimo 16 dicembre. Rispetto all'anno scorso, l'impianto generale delle imposte è rimasto lo stesso. Sono completamente esenti da Imu e Tasi le prime case di civile abitazione non di lusso. Comunque, entro dicembre lo Stato si aspetta di incassare una cifra superiore ai 20 miliardi di euro. Infatti oltre ai proprietari di un unico immobile adibito a prima abitazione, in Italia c'è un bacino di 25 milioni di proprietari di immobili come seconde case o altre tipologie. Tutti questi sono, ovviamente, tenuti al pagamento.

Ovviamente, precisiamo che per poter essere esentati dal pagamento dell' Imu e della Tasi per il 2017 si deve avere sia la residenza anagrafica che il domicilio nell'immobile adibito a civile abitazione. Vediamo ora un riepilogo delle agevolazioni e dei bonus disponibili per poter rendere meno gravoso il pagamento di una delle imposte più invise a noi italiani.

Le agevolazioni in vigore con l'attuale normativa

Dato che, come spiegano molte sigle sindacali e associazioni dei consumatori, l'aliquota media per l'Imu sulle seconde case e le altre tipologie di immobili, non di lusso, comprese anche le varie pertinenze delle prime case, come box o cantine, è del 10,4 per mille circa a cui si aggiunge l'addizionale Tasi, che dovrebbe essere dello 0,8 per mille in media, è utile approfondire le varie agevolazioni [VIDEO] e bonus disponibili.

Il caso del contratto di comodato di uso gratuito

Una prima agevolazione riguarda la possibilità per coloro che concedono un immobile in comodato di uso gratuito di usufruire di uno sconto consistente dell'Imu sulla seconda casa. Parliamo infatti di una riduzione dell'importo del 50%. Ovviamente, occorre fornire la prova che il comodatario, generalmente un genitore anziano o un figlio, abbiano stabilito nell'immobile oggetto del comodato la loro residenza anagrafica. Questo per quanto riguarda il comodatario. Mentre l'altro soggetto del contratto, cioè il comodante, deve poter dimostrare di risiedere nello stesso Comune del comodatario e di non possedere altri immobili oltre quello concesso in comodato gratuito, pena la decadenza dal beneficio. Inoltre, per poter far valere il contratto a tutti gli effetti è necessaria la registrazione dello stesso, che ha un costo variabile, ma vicino ai 200 euro.

L'immobile affittato a Canone concordato

Un'altra agevolazione disponibile è lo sconto del 25% sugli immobili con contratti di affitto stipulati a canone concordato.

Il canone concordato è una tipologia di locazione che presenta dei vantaggi fiscali ed economici sia per i proprietari che per gli inquilini, in quanto il prezzo è calmierato. infatti viene stabilito in accordo tra le associazioni dei proprietari di immobili ed il Comune. Di conseguenza è variabile da Comune a Comune. Comunque sia con questa formula il proprietario dell'immobile dovrà versare solo il 75% dell'imposta dovuta. Dato che, comunque le aliquote applicate dai vari Comuni possono variare, anche se non possono essere aumentate a meno di un dissesto finanziario accertato e dichiarato, è consigliabile andare a verificare [VIDEO] le aliquote applicate quest'anno.