Una delle novità principali del 2017 è senza dubbio la cessazione di Equitalia. Il tanto odiato ente di riscossione con cui i contribuenti italiani hanno avuto a che fare per molti anni, dal 1° luglio ha chiuso i battenti ed in sua sostituzione è arrivato un ente interno al Fisco Italiano, cioè agenzia delle entrate Riscossione. Nemmeno il tempo di aprire che il nuovo concessionario alla riscossione ha già dato adito a ricorsi e azioni presso le autorità competenti. La notizia del giorno è che le cartelle di pagamento e tutti i debiti che dal 1° luglio il nuovo organismo chiederà agli italiani potrebbero non essere dovuti.

Dubbi di incostituzionalità

Dal punto di vista prettamente tecnico, il nuovo ente non si discosta dal precedente, perché subentra in tutto nella gestione delle cartelle, dei crediti vantati nei confronti dei contribuenti ed anche nelle voci passive.

Fin dal suo nascere, uno dei problemi maggiori era il trasferimento dei dipendenti di Equitalia al nuovo ente. Proprio questo risulta oggi il problema che potrebbe rendere illegale l’azione del nuovo ente nei confronti dei cittadini. I dipendenti a libro paga di Equitalia sono traslocati nel nuovo concessionario, ma l’operazione pare non essere del tutto lecita. Infatti, i dipendenti di Equitalia erano lavoratori di un ente privatizzato e non pubblico: traslocando sotto Agenzia delle Entrate riscossione invece, questi lavoratori diventano dipendenti pubblici. La Costituzione Italiana e numerose sentenze della Consulta hanno ribadito la necessità di assumere lavoratori statali, esclusivamente tramite concorso.

Le nomine sono state impugnate dinnanzi al TAR del Lazio da uno dei sindacati del Pubblico Impiego, Dirpubblica.

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Nel passaggio del ricorso tra TAR e Consiglio di Stato, molti dubbi di incostituzionalità sono trapelati. Un problema che richiama alla memoria quello del 2015 e delle nomine di 767 funzionari pubblici, promossi a ruoli dirigenziali senza gare e concorsi e che sono ancora in attesa delle pronunce relative ai dubbi di illegittimità costituzionale.

Cosa possiamo attenderci

Se davvero il passaggio dei lavoratori del nuovo ente, da quelli agli sportelli fino ai nuovi dirigenti, sarà valutato come illegale, ipotizzare la nullità di tutti gli atti e le cartelle che dal 1° luglio arrivano ed arriveranno agli italiani non appare esercizio azzardato. In pratica, le cartelle potrebbero risultare annullabili proprio in virtù di questo vizio tecnico. La posizione del sindacato dei dirigenti del Pubblico Impiego è ferma ma ha già trovato l’opposizione di CGIL, CISL e UIL che curano gli interessi dei dipendenti di Equitalia, che per via di questa anomalia rischiano di perdere il posto o di rigiocarselo a concorso. La storia sicuramente avrà strascichi anche in Parlamento, con la necessità di tutelare i lavoratori, ma anche la corretta applicazione di quanto sancisce la Carta Costituzionale.