Il tema scontante delle #Pensioni anticipate ha subito notevoli ritardi, ma ad oggi il Governo assicura che da settembre verranno erogati i primi assegni. Le opzioni attualmente adottate si dividono in #Quota 41, diretta ai lavoratori precoci, l’#APE SOCIALE e l’Ape Volontaria. Le ultime due opzioni si diversificano totalmente una dall'altra.

La realtà dell'Ape volontaria?

Fino ad oggi l’ape volontaria è stata semplicemente definita una possibilità per la richiesta della pensione anticipata per alcune categorie di lavoratori. Nel dettaglio ricordiamo che l’Ape poteva essere richiesta da lavoratori che avessero 63 anni di età con almeno 30 anni di contributi versati.

Sono stati esclusi i liberti professionisti iscritti alle casse professionali.

L’Ape volontaria non è altro che un prestito bancario. Infatti l'Inps, in accordi contrattuali con l’istituto di credito, versa un assegno mensile all'assegnatario della pensione. Il prestito verrà poi restituito a rate, dal pensionato, una volta che avrà raggiunto l’età pensionabile.

Questo è un esperimento di modifica pensione che durerà fino a dicembre 2018. Attualmente tra ritardi, dati da iter burocratici, e l’approvazione delle domande, da parte dell'Inps, lo Stato ha rimandato il tutto a settembre.

Effetto retroattivo

Il Governo assicura che, in seguito ai ritardi avuti, ci sarà una clausola, nel decreto, che avrà l’effetto di far partire la domanda dal 1 maggio 2017, cioè da quando doveva iniziare. Cosa vuol dire? C’è la possibilità che, il pensionato che ha diritto all'Ape, si potrà vedere arrivare un assegno con i mesi mancanti a partire da maggio.

Una sorpresa che nessuno, compreso i sindacati, si aspettavano. Dopo questo firma, i sindacati scettici, attendono le prime stime dei pensionati che riceveranno l’assegno.

Sindacati in battaglia

Secondo i sindacati Cisl, Uil e Cgil la legge Fornero va assolutamente modificata. Il prossimo aumento dell'età pensionabile, nel 2019, che arriverà a 67 anni è preoccupante. Il Governo non si è ancora esposto sulla richiesta, dei sindacati, di congelare l'età pensionabile a 66 anni è stano valutando di proseguire con l’Ape volontaria per più anni. La mancata risposta da parte dello Stato ha scontentato le richieste e le proposte rimaste in sospeso al senato. Al termine di settembre, in seguito alle stime che riporterà l'Inps sull'Ape, si dovrà discutere sulla modifica della legge Fornero per i prossimi anni.

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