Il Decreto Fiscale recentemente approvato dal Governo M5S - Lega dovrebbe essere pubblicato oggi nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. ma la Legge di Conversione del Decreto 119/2018, secondo quanto riferisce il quotidiano economico e finanziario "ItaliaOggi" non conterrebbe più le disposizioni relative alla possibilità per i contribuenti in difficoltà economica di effettuare il saldo e stralcio dei propri debiti con il Fisco.

Mentre, sarebbe confermata la cancellazione automatica al 31 dicembre 2018 delle cartelle esattoriali fino ai 1.000 euro. Di cui, peraltro, era stata ipotizzata la totale abrogazione. Nello stesso tempo è stata ulteriormente agevolata l'adesione alla rottamazione ter e la definizione delle liti fiscali ancora pendenti. Evidentemente, per recuperare una parte di gettito fiscale.

Terza rottamazione e definizione liti fiscali

Per quanto riguarda la terza edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali, la legge di conversione del Decreto Fiscale ha introdotto un allungamento del numero delle rate per mezzo delle quali è possibile sanare il proprio debito con l'Erario.

Nello stesso tempo è stata introdotta una piccola soglia di tolleranza della durata massima di cinque giorni dalla scadenza della singola rata prima di far scattare la decadenza del piano di rientro concordato con l'amministrazione finanziaria.

Per quanto riguarda, invece, la definizione delle controversie con il Fisco ancora pendenti vengono confermati gli sconti sul debito per ogni grado di giudizio ulteriore, fino al ricorso in Cassazione. Addirittura, in questo specifico caso, la legge di conversione prevede che il contribuente possa chiudere definitivamente la lite con il Fisco versando solo il 5% del debito originario. Questo allo scopo, proprio, di evitare la lotteria del giudizio della Cassazione.

In questo ambito, inoltre, viene riconosciuto anche il caso della soccombenza parziale, colmando un'importante lacuna normativa. Infatti, in precedenza il Decreto Fiscale contemplava solo il caso di vittoria di una delle due parti.

Cancellato il Saldo e Stralcio

La Pace Fiscale non potrà più essere definita un Condono Fiscale. Infatti, in sede di conversione è stato cancellata la possibilità di sanare la propria posizione con il Fisco ricorrendo al Saldo e Stralcio delle cartelle esattoriali, in particolare per i contribuenti in difficoltà economica. Inoltre, non si potrà effettuare più nessuna dichiarazione integrativa relativamente a redditi e ricavi precedentemente non dichiarati. Mentre viene confermata la possibilità di sanare le cosiddette irregolarità formali con il pagamento di 200 euro per ogni anno d'imposta.

Mentre non sarà possibile sanare mediante rateizzazione le tasse dichiarate e non pagate per mancanza di liquidità.

Cancellazione debiti fino a 1000 euro e poteri GdF

Quello che, invece, viene confermato è l'annullamento automatico delle cartelle esattoriali, affidate all'Agente della Riscossione, fino ad un massimo di 1.000 euro. A stabilire questa possibilità è l'articolo 4 del Decreto Fiscale 119/2018 che, in sede di conversione, non ha subito modifica alcuna. Di conseguenza, tutte le cartelle esattoriali relative agli anni dal 2000 al 2010 che alla data del 24 ottobre 2018 presentavano un debito residuo fino ad un massimo di mille euro saranno cancellate automaticamente a partire dal prossimo 31 dicembre.

A tal proposito occorre precisare che la Corte di Cassazione ha negato la validità della prescrizione decennale, sostenuta dagli Agenti della Riscossione, per gli atti definitivamente accertati in qualsiasi forma.

Infine, la legge di conversione amplia i poteri di accertamento della Guardia di Finanza. Infatti, quest'ultima potrà. d'ora in poi, accedere liberamente ai dati dell'anagrafe tributaria. E, nello stesso tempo, potrà pianificare autonomamente le attività di accertamento nei confronti dei contribuenti. Attività di accertamento che, comunque, dovrà svolgersi sempre in coordinamento con l'Agenzia delle Entrate.