Con un messaggio ufficiale pubblicato sul sito ufficiale dell'Istituto di Previdenza Sociale Italiano, vengono prodotti i dovuti chiarimenti per gli Isee richiesti dal 1° gennaio scorso e per quelli che si andranno a richiedere dal prossimo anno. I chiarimenti non riguardano l'ormai confermato passaggio al modello Isee precompilato. L'Inps ha chiarito che la validità dell'Isee 2019 coincide con l'anno solare ed inoltre ha spiegato che per l'anno prossimo sparisce la non omogeneità tra anni di riferimento dei redditi e dei patrimoni da indicare in dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Ecco in sintesi cosa emerge dal messaggio Inps e cosa cambia per le persone che hanno a che fare con l'Isee.

I termini di validità di una Dsu e dell'Isee

In quanto a scadenza l'Isee negli ultimi anni è stato oggetto di continui cambiamenti. Le Dsu, che sono le richieste utili a richiedere la certificazione Isee e la stessa certificazione una volta erano validi per 12 mesi a partire dalla data di presentazione della richiesta. Poi si passò ad una validità con scadenza fissa annuale, al 15 gennaio dell'anno successivo a quello di presentazione.

Novità del 2019 invece è stata una scadenza al 31 agosto perché dal 1° settembre doveva entrare a regime la versione precompilata dell'Isee. Con il nuovo messaggio l'Inps conferma che sia per il 2019 che per il 2020 che il periodo di validità della certificazione è di durata annuale, con scadenza fissata per tutti al 31 dicembre di ogni anno, a prescindere dalla data in cui la certificazione viene richiesta.

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Pertanto, per chi ha già un Isee richiesto, questo scadrà il prossimo 31 dicembre, anche se in base alle norme di inizio anno la validità era fissata al 31 agosto.

Puntamento dei redditi e dei patrimoni

La vera novità che emerge dalla comunicazione Inps è che cambia l'anno di riferimento dei patrimoni detenuti dal nucleo familiare del richiedente. Per ottenere l'Isee occorre indicare nella Dsu, oltre ai redditi di ciascun componente il nucleo familiare, anche i patrimoni posseduti, sia immobiliari che mobiliari, cioè sia le case e i terreni che i titoli di risparmio, le carte di credito, i titoli di deposito ed i conti correnti posseduti.

Su questo aspetto va segnalata la modifica al Dl 34 del 2019, cioè del decreto crescita. In Gazzetta Ufficiale dello scorso 4 settembre è stata pubblicata la modifica dell'articolo 10 del decreto che oltre a disciplinare la data di validità delle certificazioni, come detto nel paragrafo precedente, ritocca gli anni di riferimento per quanto concerne patrimoni e redditi.

Per la situazione reddituale delle famiglie viene confermato il fatto che i redditi di riferimento vanno riferiti ai due anni precedenti.

In parole povere, nel 2020 quanti vorranno richiedere l'Isee, dovranno indicare in Dsu i redditi percepiti nel 2018, facendo riferimento quindi al 730/2019, al Modello Redditi Persone Fisiche 2019 o al Cud 2019. In altri termini, nulla cambia rispetto alla prassi, ma viene di fatto cancellata la norma che stabiliva con decorrenza primo settembre 2019, il cambio di rotta che puntava a rendere utili ai fini delle certificazioni, i redditi riferiti all'anno precedente e non ai due anni antecedenti.

La vera novità riguarda invece i patrimoni. Stando al messaggio Inps, anche per questi bisognerà dal 2020 fare riferimento ai due anni precedenti. Vengono così uniformati redditi e patrimoni e quindi anche le dotazioni in banca ed alle poste per esempio, devono riferirsi per le Dsu 2020, all'anno 2018. Usando meno tecnicismi, il saldo e la giacenza media dei conti correnti, libretti e titoli di risparmio posseduti in banca, che è documento necessario per presentare richiesta per l'Isee, devono essere quelli al 31 dicembre 2018, gli stessi utilizzati per le richieste di Isee del 2019.

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