Ormai si è entrati nel periodo decisivo per la Legge di Bilancio. Il decreto fiscale, canonico atto collegato alla manovra finanziaria, in settimana finirà sul tavolo del Consiglio dei Ministri. Adesso è già stata predisposta la bozza del decreto che reca interventi urgenti in materia finanziaria da parte del governo. Tra i tanti punti del decreto, che quest'anno verte per grandi linee sulla lotta all'evasione, ce n'è uno che riguarda i rimborsi fiscali, quelli che comunemente i contribuenti che vanno a credito di imposta ricevono dopo aver presentato il modello 730 o il modello Redditi Pf.

Il governo pare intenzionato, come riporta l'edizione odierna del quotidiano romano "il Messaggero", a collegare i rimborsi da dichiarazione dei redditi alla riscossione delle cartelle.

745mila contribuenti interessati

Sono oltre 14 milioni i contribuenti italiani che ogni anno ricevono i rimborsi fiscali. Si tratta di cittadini che nei modelli di dichiarazione reddituale hanno spese mediche, spese per ristrutturazione edilizia, mutui e tutti gli altri oneri detraibili che causano un credito di imposta a favore del contribuente.

Di questi 14 milioni di contribuenti, più di 700mila potrebbero vedere ridotta la cifra loro spettante come rimborso fiscale. Si tratta di quei contribuenti che risultano avere debiti insoluti con Agenzia delle Entrate Riscossione o con la cessata Equitalia. Contribuenti quindi, che hanno debiti iscritti a ruolo.

Occorre migliorare gli strumenti di riscossione

Lo Stato avrebbe, se la misura diventasse davvero effettiva, il potere di scalare direttamente il corrispettivo dovuto da un contribuente per le sue cartelle esattoriali notificate in precedenza.

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Il provvedimento che si dovrebbe chiamare "efficientamento della riscossione" permetterà ad Agenzia delle Entrate Riscossione in parole povere, di pignorare il 730 nella parte che riguarda l'ammontare del debito del cittadino. Se un cittadino avesse 1.000 euro di crediti Irpef da recuperare, ma allo stesso tempo 800 euro relativi ad una cartella esattoriale, l'amministrazione finanziaria potrebbe coattivamente recuperare gli 800 euro e autorizzare il rimborso solo sulla parte residua di 200 euro.

In altri termini, prima di autorizzare il rimborso al contribuente, tramite datore di lavoro in busta paga o direttamente tramite il fisco, occorrerà un passaggio in più. Il Fisco chiederà ad Agenzia delle Entrate Riscossione, se su un determinato contribuente ci siano importi iscritti a ruolo. Solo dopo questo controllo e se ci sia una assenza di pendenze, ci sarà il via libera al rimborso. Naturalmente questa operazione non riguarderà quelle cartelle sulle quali sono avviate a nome del contribuente operazioni di richiesta di dilazione, rateizzazioni e sanatorie.

E poi l'estensione alle imposte dirette delle attuali norme, restrittive, sulle compensazioni relative a crediti d'imposta superiori a 5.000 euro. Sono due tra le misure di maggiore impatto del decreto fiscale che accompagnerà la legge di Bilancio: da sole valgono circa 1,5 miliardi l'anno, su un totale che oscilla tra i 2,6 e i 3,4 miliardi, a seconda delle stime - più o meno ottimistiche - sugli effetti del provvedimento.

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