A Genova, il 30 settembre 2026, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha rilasciato un commento significativo in merito alla recente sentenza emessa dal Tar Liguria. La pronuncia del tribunale amministrativo ha statuito la piena legittimità dell’addizionale comunale di 3 euro, un tributo applicato sui diritti di imbarco portuale per ogni singolo passeggero. Questa misura, che riguarda in modo specifico il cruciale scalo di Genova, era stata oggetto di un ricorso congiunto presentato da un nutrito gruppo di associazioni e società attive nel settore marittimo.

Tra i ricorrenti di spicco figurano realtà come Assarmatori, Assagenti, Grandi Navi Veloci, Moby e Stazioni Marittime, tutte direttamente interessate dalle implicazioni economiche del provvedimento.

Paroli ha voluto porre l'accento sulla differente percezione e sul distinto impatto che tale addizionale può generare a seconda del soggetto coinvolto. Ha evidenziato come il passeggero comune difficilmente percepisca l’impatto di un costo aggiuntivo di soli 3 euro sul prezzo complessivo del proprio biglietto, considerandolo una voce di spesa marginale. Tuttavia, la prospettiva cambia radicalmente per gli operatori del settore: per le aziende, per il mercato nel suo complesso, e per la pianificazione a lungo termine, questo costo incide profondamente su business plan e piani economico-finanziari, che vengono elaborati e definiti con largo anticipo.

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale ha quindi sottolineato la necessità impellente che il mercato si adegui e si riorganizzi in maniera strutturata, affrontando il nuovo quadro normativo e finanziario determinato da questa decisione amministrativa.

La legittimità del tributo e la pronuncia del Tar

Il Tar della Liguria ha respinto senza riserve il ricorso presentato dagli armatori, confermando inequivocabilmente la legittimità dell’introduzione del tributo da 3 euro per passeggero. La decisione del tribunale ha riguardato specificamente la misura comunale applicata agli imbarchi portuali, la cui validità era stata contestata con forza dagli operatori del settore marittimo coinvolti nel procedimento legale.

La pronuncia del Tar chiarisce dunque che l'amministrazione comunale di Genova ha agito nel pieno rispetto delle normative vigenti, potendo imporre tale onere ai passeggeri in transito.

Le motivazioni addotte nella sentenza sono state dettagliatamente illustrate. I giudici hanno argomentato che sia la partecipazione a una vacanza in crociera sia l’acquisto di biglietti per traghetti rappresentano chiari indici di capacità contributiva. Di conseguenza, tali attività possono legittimamente concorrere al finanziamento della spesa pubblica locale. Il gettito generato da questa addizionale è stato esplicitamente collegato alla necessità di compensare i costi sostenuti dalla città di Genova. Tali costi includono la gestione e il mantenimento di servizi essenziali come la viabilità, i trasporti pubblici, l'igiene urbana e tutti i servizi accessori e le infrastrutture che sono direttamente connessi e gravati dal significativo traffico turistico portuale.

La sindaca Silvia Salis e il vicesindaco Alessandro Terrile hanno espresso grande soddisfazione per la decisione, interpretandola come una chiara conferma della legittimità e della correttezza dell’operato del Comune di Genova nell'implementazione di tale tributo.

Le perplessità di Paroli sulla sentenza

Nonostante la chiarezza della pronuncia del Tar, il presidente Paroli ha manifestato l'intenzione di voler approfondire ulteriormente la lettura della sentenza. Ha dichiarato, con una certa enfasi, di aver già individuato alcuni punti deboli nel testo della decisione, suggerendo possibili criticità o ambiguità interpretative. Un aspetto che Paroli ha voluto richiamare con particolare attenzione è un passaggio specifico della sentenza in cui il Tar stesso ha riconosciuto che l’Autorità portuale non era in possesso dei dati analitici richiesti dal Comune per la definizione e l'applicazione del tributo. Questa osservazione solleva interrogativi sulla completezza delle informazioni disponibili al momento della decisione.