Le iscrizioni a scuola da effettuare online hanno aperto il 21 gennaioe già il primo giorno hanno provocato un blackout a causa delle migliaia diaccessi effettuati. Alle 13,03 del giorno successivo sono state inserite ben52.501 domande.
Ma dal Ministerodell'Istruzione arrivano appelli che chiedono di evitare l'intasamento dellapiattaforma, poiché c'è tempo fino al 28febbraio. Un avviso per tutti comparso sul sito ministeriale: "Si ricordaalle famiglie interessate all'iscrizione online che la procedura rimarrà apertafino al 28 febbraio 2013 e che è possibile operare 24 ore su 24, tutti igiorni, compresi il sabato e la domenica.
Si sottolinea che la data dipresentazione della domanda di iscrizione online non rappresenta requisito di priorità nell'accoglimento dellastessa da parte della scuola".
Il sistema per ora stafunzionando bene, nonostante il temporaneo blackout del primo giorno. IlMinistro Francesco Profumo hasostenuto che sicuramente nei prossimi giorni il numero di persone che sicollegherà sarà più regolare e che, quindi, la situazione si normalizzerà.
Tuttavia le proteste e lecritiche non mancano, come quelle che arrivano da Federconsumatori. L'associazione che tutela i diritti deiconsumatori lamenta forti disagi per l'iscrizione online in quanto la forteaffluenza ha mandato in tilt i server del Ministero dell'Istruzione.
Se idisagi iniziati all'apertura delle iscrizioni dovessero continuare, continuaFederconsumatori, molte famiglie potrebbero non riuscire ad effettuarel'iscrizione entro i termini previsti e si rende necessaria una proroga daparte del Ministero per prevenire episodi di sovraffolamento.
Le fonti ministeriali dichiaranoche il problema non è nel ridimensionamento del server, quanto nell'accesso ai database, ed è per questo che gliesperti Oracle stanno cercando velocemente una soluzione. Anche la memoria websta per essere ampliata per migliorare il servizio. Il numero di interessatialle iscrizioni online è 1 milione e 700 mila e i genitori che sono corsi adiscrivere i propri figli a scuola provengono principalmente da Lombardia,Lazio, Veneto e Piemonte.