Mi chiamo Andrey Ternovskiy, 17 ANNI, hol'incontrastato onore di aver creato la videochat più frequentata al mondo.

Probabilmente la penserà così, il ragazzino russo cheagli albori della grande crisi economica del 2008, studiò e mise in reteChatRoulette. Luogo, o meglio piazza virtuale, dove oramai quasi 50 milioni diutenti ogni giorno si mettono a roteare come caselle della roulette fino a chela pallina non cade e si ferma su di noi. Con la differenza che se non ci piacepossiamo sempre passare oltre.

Meccanismo semplice quanto perverso.Semplice la grafica tre finestre la nostra cam, la cam del nostro interlocutoree uno spazio dove scrivere. Due i tasti next e stop. Next se cosa e chivediamo non ci aggrada, stop perterminare definitivamente il processo.

Il fenomeno ha già fatto notizia nei maggioriquotidiani televisivi, omettendo però il lato perverso del nuovo strumento divideochat. Non ci scandalizziamo dunque se una volta collegati ci ritroviamodavanti persone che hanno l'aria di morte di sonno chiuse come delle bestie ingabbia in una stanzetta con l'aria putrida.

Non scandalizziamoci se li troviamo1 volta su 2 a braghe calate come se nel loro mondo ormai privo di concettosociale, sia questo l'unico modo di interagire col mondo esterno. Senza contareche la maggior parte delle volte c'imbattiamo in minorenni o in persone prontea chiedere ricatto perché siamo stati video registrati mentre ci divertivamocon il gioiello di famiglia.

Un tugurio sporco, quasi meglio forsedefinirlo uno Zombiland di persone affamate del solo piacere del gioco con leloro parti basse, annullando cosìogni desiderio reale e chiudendosi in un mondo virtuale che nulla a che vederecon la socialitàe, se proprio vogliamo, con la passione e il desiderio.

Potrei definirlo come il peggior luogovirtuale dove chiunque possa imbattersi. Passare ore in uno zapping neurodegenerativo, apparendo cosìsemplicemente un povero "sfigato".

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