Si chiama PoliticApp ed è un'app progettata per rendere note leintenzioni di voto a ridosso delle elezioni, periodo durante il quale non èconsentito far lo stesso a giornali e mass media; l'Agcom (Autorità per legaranzie nelle telecomunicazioni) ha dato il proprio benestare, sottolineandocome smartphone, tablet e pc non possano essere considerati mass mediatradizionali.
La funzionalità che aggregherà informazioni relative agli ultimi sondaggielettorali è disponibile da qualche giorno su App Store e Google Play Store alcosto di 9,99 euro, cifra certamente elevata rispetto al costo delletradizionali app.
Il punto è che PoliticApp non è un app tradizionale; la sua comparsa neipiù importanti Store virtuali è infatti stata subordinata ad un giudizio dilegittimità fornito dall'Agcom, che ha optato per il rilascio di un nulla ostanonostante l'articolo 8 della legge 28/2000 impedisca lapubblicazione diinformazioni attinenti le intenzioni di voto nei 15 giorni immediatamenteantecedenti il la consultazione.
Il divieto, hannofatto sapere i tecnici dell'Autorità indipendente, si applica ai mediatradizionali (giornali, radio e tv) colpreciso intento di non di influenzare le opinioni dell'elettorato aridosso del voto, ed in questa categoria nonpossono rientrare smartphone e tablet, strumenti di comunicazione nondotati delle stesse possibilità di diffusione.
Per questioni di trasparenza l'Agcom ha reso noto iltesto della mail inviata a Swg, la società che si è occupata dello sviluppodell'app: "La disciplina deisondaggi relativi a indicazioni di voto si riferisce unicamente a quellidiffusi tramite mezzi di comunicazione di massa, e si ritiene che non possadefinirsi tale un'applicazione per smartphone".
La decisione dell'Autorità Garante sembra sia statafondata sul fatto che l'app è a pagamento e che di conseguenza, per fruire deidati che rilascia, è necessaria una precisa intenzione da parte di chila scarica, a differenza di quanto avviene conmezzi dall'utilizzo passivo come tv, radio e in minor parte quotidiani eperiodici.
A destare timore è tuttavia la possibilità che quanto pubblicato da PoliticAPPpossa essere ripreso e diffuso da altri portali, cosa che innescherebbe ilmeccanismo di diffusione "gratuito" e passivo in assenza del quale l'Agcom hafornito il suo consenso (basterebbe infatti navigare semplicemente in rete perimbattersi nei sondaggi).
In considerazione di ciò il presidente dell'Agcom,Marcello Cardani, ha esortato il Parlamento ad esaminare la questione Internetin relazione al suo impiego in campagna elettorale.
Quel che è certo è che ci si trova davanti ad unevidente stortura di fondo: la rete,di per se stessa libera, gratuita e indipendente, rappresenta ormai il mezzo di comunicazione più impetuoso che esista,ed ignorare la potenziale portata di diffusione che la caratterizza pare quantomeno anacronistico se non ingenuo.