L'8 luglio scorso Facebook ha annunciato il debutto del suo nuovo motore di ricerca chiamato Graph Search, disponibile per ora soltanto per gli utenti che usano il social network in lingua inglese. In realtà l'avvento di questo nuovo strumento può avere ripercussioni per tutti gli utilizzatori in quanto i dati pubblici possono essere accessibili con maggior facilità: esso, infatti, presenta liste di risultati basati su tutte le informazioni che un utente indica come 'pubbliche' (pagine, luoghi, fotografie, città visitate, film e libri preferiti, amici...).

Pubblicità
Pubblicità

''Graph Search permette di trovare solo le informazioni alle quali si ha già accesso. Alcune di queste, benché pubbliche, sono di fatto nascoste, celate. Graph Search si limita a dar loro una nuova visibilità'' ha spiegato alla testata 'Le Monde' Erin Egan, la responsabile della privacy su Facebook. Il rischio per gli utenti è dunque quello di trovare i dati del proprio profilo tra i risultati di ricerca di Graph Search.

Pubblicità

I risultati generati da Graph Search possono tuttavia essere ben più problematici. Come riporta il quotidiano francese, nel mese di gennaio un blogger specializzato nelle nuove funzionalità di Facebook ha parlato di liste 'scomode' e ha creato un blog Tumblr dedicato alle ricerche più scioccanti, per esempio le "aziende che impiegano personale che ha dichiarato su Facebook di essere favorevole al razzismo'.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Tecnologia

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto