Sein questi anni la tecnologia touchscreen sta avendo un enormesuccesso grazie alla rapida diffusione di dispositivi comeSmartphone e tablet, la pacchia sembra destinata a finire fra qualche anno.Infatti secondo le previsioni diffuse da un'agenzia governativastatunitense, le riserve della materia prima necessaria allacostruzione degli schermi touchscreen stanno rapidamente finendo.La sostanza ITO, ossia ossido di idio e stagno è sempre piùrara e la situazione potrebbe aggravarsi notevolmente entro il 2020.Tra 7 anni quindi le risorse disponibili potrebbero essere cosi pocheda dire addio al touchscreen.

Datempo gli scienziati sono alla ricerca di una tecnologiaalternativa, capace di sostituire l'ITO e di mantenere i costi diproduzione bassi e alla portata di tutti. Ma ad oggi non ancora nonsembra che le ricerche sia giunta a buoni risultati. Una possibilealternativa, appare l'ossido di zinco dopato con alluminio, comeanche l'ossido di stagno recanti dopanti come fluoro e antimonio. Unodei migliori candidati, sembrerebbe il grafene, con l'aggiuntadi particolari tipi di cavi definiti Silver Nano.

Questi vantanoun'ottima flessibilità e, date le ridotte dimensioni, 10.000 voltepiù sottili dei capelli di un essere umano, permetteranno un saltotecnologico senza nessun rimpianto. Ma la strada è ancora lunga,infatti gli scienziati devono ancora risolvere numerosi problemilegati all'utilizzo di questi sostituti.

Acausa della sempre più scarsa reperibilità di materiale, neiprossimi 3 anni, il costo di dispositivi touchscreen potrebbeaumentare notevolmente.

Soltanto nel 2011 si è registrato un+25% rispetto all'anno precedente.

Iricercatori, nonostante tutto, sonoottimisti, e ritengono che nei prossimi anni riusciranno atrovare un materiale idoneo alla produzione di schermi capacitivi. Insomma, le riserve di ossido di indio e stagno potranno anchefinire, ma l'uomo sicuramente non tornerà alle vecchie tastiere diuna volta.



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