Nel 2040 l'uomo potrà andare su Marte. Questo è quanto scrive Cristina Bellon sul numero 2 del settimanale Panorama dell'8 gennaio 2014. Giancarlo Genta è professore del politecnico di Torino. Con il suo gruppo ha avuto l'incarico di preparare un rapporto per conto dell'International Academy of Astronautics (Iaa), ed è possibilista in proposito. La Bellon ne ha raccolto le dichiarazioni.
Sulle esplorazioni spaziali, Genta dice che, grazie anche alle esplorazioni robotiche, con l'uso delle sonde già lanciate verso Marte, è stato fatto 'il primo passo per creare una civiltà interplanetaria', che permetterà all'uomo di vivere anche su altri corpi celesti.
In questi ultimi 40 anni sono state lanciate su Marte circa 50 sonde, di cui due con successo.
Per poter arrivare su Marte con gli astronauti - scrive la giornalista Bellon - bisogna lavorare tanto, per almeno venti anni. Sarà necessario costruire 'un razzo a propulsione nucleare, che sfrutti l'energia della fissione dei nuclei di americio'. Durante la loro permanenza su questo pianeta gli astronauti dovranno proteggersi dai raggi cosmici e costruire rifugi schermati. Mangeranno cibi precotti e disidratati, a cui basterà aggiungere acqua. Andare sul pianeta rosso consentirà di conoscerlo meglio. Si potranno raccogliere campioni di materiale e capire se ci sono mai state forme di vita.
L'anno 2040, come data di partenza, è stato scelto perché ci sarà un allineamento ottimale Terra-Marte. Se nel primo viaggio si costruirà qualche rifugio di permanenza, successivamente, sarà possibile costruire una base semipermanente.