Se una delle peculiarità dei Bitcoin è quella di essere una moneta virtuale, non fisica, mai come ora tale caratteristica calza a pennello con questo nuovo tipo di valuta. I Bitcoin della Mt.Gox, si sono infatti volatilizzati nel nulla e 100 milioni, seppur virtuali, sono divenuti 100 milioni d'aria fritta.


Mt. Gox una delle principali piattaforme al mondo per lo scambio di bitcoin, è letteralmente sparita e con lei il 6% di tutti i bitcoin in circolazione ossia circa 100 milioni di dollari, questi ultimi affatto virtuali.


Poco prima di scomparire assieme alla società di cui era proprietario Mark Karpeles (28 anni) aveva annunciato che la Mt. Gox avrebbe cambiato sede per "motivi di sicurezza". Mt. Gox avrebbe un passivo di 174 milioni di dollari a fronte di 32,75 milioni di dollari di attività e questa potrebbe essere una delle ragioni alla base dell'improvvisa volatilizzazione della società, ma è probabile che c'entrino anche gli interventi posti in essere dalle autorità di alcuni Stati per circoscrivere e ridefinire il mercato dei bitcoin, nonché episodi connessi con il riciclaggio, per i quali sono stati arrestati gli statunitensi Charlie Shrem e Robert Faiella, grandi sostenitori della comunità legata alla moneta elettronica.


Se Mt. Gox, cambiavalute della moneta digitale, è sparito dal Web, la prima conseguenza è stata il sensibile calo della quotazione del conio di bit, ma questo non significa che la moneta virtuale abbia le ore contate. Gli altri operatori della "criptomoneta" (così è definito il bitcoin), in particolare Coinbase, Kraken, BTC China, Blockchain, Circle, hanno dichiarato che quella di Mt.Gox era una violazione della fiducia degli utenti, e che non aveva a che fare col sistema bitcoin.


Già, perché oltre ad essere uno dei principali cambiavalute in moneta virtuale, Mt. Gox faceva anche da banca per gli utenti, conservando i loro depositi. I bitcoin si possono, infatti, custodire in due forme diverse: o come "exchange online" o in un borsellino digitale sul proprio computer. È evidente che chi ha scelto la prima formula su Mt. Gox, non riavrà indietro manco l'ombra di un bitcoin. Senza contare che Mt. Gox non era coperta da assicurazione, né è prevista per la banca virtuale una qualche forma di risarcimento statale come avviene per le banche che trattano valuta reale/fisica.


Insomma chi ha perso moneta virtuale, l'ha persa realmente ed il numero di utenti che, in queste ore, tempestano di domande i vari forum specializzati ne è la prova.
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