La tecnologia e il massiccio utilizzo di applicazioni come WhatsApp o social network come Facebook creano maggiori occasioni per tradire il partner e, di conseguenza, possono comportare un aumento di crisi di coppia e divorzi. L'allarme è stato lanciato dall'associazione degli avvocati matrimonialisti italiani (AMI) tramite il suo presidente, l'avvocato Gian Ettore Gassani, il quale ha spiegato nel dettaglio come e perché i tradimenti rischiano di moltiplicarsi con l'ausilio della tecnologia.
Naturalmente, Gassani ci tiene a sottolineare che la colpa non è direttamente delle applicazioni o dei social network, ma questi rappresentano per coloro i quali sono già propensi al tradimento, una scorciatoia ed una facilitazione per mettersi in contatto con altre persone. Con la tecnologia, infatti, il fedifrago, sia cronico che occasionale, vede aumentare in maniera esponenziale le sue opportunità di "scappatelle" e, tenendo conto dell'analisi incrociata di dati provenienti da diversi studi legali, WhatsApp risulta più "pericoloso" di Facebook nell'aumento dei casi di infedeltà.
Gli utenti, adesso, hanno la possibilità di conoscersi facilmente, di mandarsi messaggi veloci in chat, ma anche di inviarsi foto e video: tutto ciò comporta, da parte di chi è predisposto, un aumento delle opportunità per tradire il partner. Infatti, spesso i coniugi traditi avanzano come prove fotografie di chat, messaggi, o immagini inviati proprio tramite l'applicazione di messaggistica istantanea. Tuttavia, l'avvocato Gassani ricorda che attualmente la Giurisprudenza non è molto chiara sulla validità di queste prove "tecnologiche". Infatti, evidenzia come, mentre alcuni giudici non prendono in considerazione le "testimonianze" provenienti dalla tecnologia, che sia chat o social network, altri invece prendono per buoni addirittura cuoricini o sorrisini come dimostrazioni di tradimento. Ecco perché, nell'attesa che vengano create delle norme ad hoc per regolamentare la validità o meno di prove raccolte da WhatsApp o Facebook, si farebbe meglio a stare attenti ad inviare cuori o immagini romantiche, perché anche per uno scherzo si rischia di finire dinanzi ad un Tribunale con l'accusa di essere un marito o una moglie infedele.