Come tutti i dispositivi connessi ad una rete, anche gli iPhone sono soggetti alla vulnerabilità di attacchi hacker. È quello che ha scoperto Ahmed Mansoor, che è un attivista degli Emirati Arabi Uniti che qualche giorno fa è stato vittima di un attacco malware.

iPhone a rischio malware, come difendersi

Il malware in questione è capace di violare un iPhone da remoto anche se al dispositivo non è stato fatto il Jailbreak (che permette di accedere ad aree nascoste che altrimenti non sono accessibili).

Ahmed Mansoor è un difensore dei diritti umani ed in questi anni è stato attaccato da tantissimi spyware di almeno tre società diverse. Il malware di quest'ultimo attacco sfrutta tre vulnerabilità dei dispositivi Apple, definite ''zero-days'' con tre utilizzi di spyware. L'azienda americana Apple ha subito preparato un aggiornamento che è stato rilasciato ieri e che dovrebbe mettere al sicuro tutti i dispositivi.

La cosa più incredibile è che questo tipo di vulnerabilità ha una valore monetario pari a 1 milione di dollari. Per chi non avesse ancora aggiornato il device, può andare su ''Impostazioni'', cliccare su ''Generali'' ed infine su ''Aggiornamento Software''.

L'attacco sull'iPhone di Mansoor

I ricercatori hanno definito questo triplo attacco come ''Trident'' e l'attacco è stato basato su un jailbreak effettuato a distanza sull'iPhone 6 dell'attivista a sua insaputa. Successivamente è stato installato uno spyware all'avanguardia per controllare completamente lo Smartphone della vittima,spiando telefonate, messaggi, l'uso del microfono e della geolocalizzazione.

La Citizen Lab afferma che quanto accaduto è stato il primo attacco in assoluto che riguarda una jailbreak da remoto.

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Smartphone Apple

I malware e i link hanno ricondotto ai server denominati Pegasus che sono di proprietà della NSO Group. Quest'ultima è un'azienda israeliana nata nel 2014. La NSO fa attacchi solo per vendere i risultati agli Stati e qualcuno ha il sospetto che lo Stato in questione siano proprio gli Emirati Arabi Uniti.

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