Diavolo di un'intelligenza... artificiale! Si chiama Libratus e al Rivers Casino di Pittsburgh ha battuto 4 dei campioni di poker professionisti più forti al mondo, Dong Kim, Daniel McCauley, Jimmy Chou e Jason Les, in un'avvincente maratona che si è prolungata per 20 giorni chiamata 'Brains Vs. Artificial Intelligence: Upping the Ante'.

L'ultima mano, in tutte ne hanno giocate addirittura 120 mila, è stata giocata il 30 gennaio. Libratus è un'Intelligenza Artificiale creata, sviluppata e 'sguinzagliata' dai ricercatori della Carnegie Mellon University per cimentarsi in una sfida che sembrava impossibile: battere gli umani a poker. E c'è riuscita talmente bene da rastrellare in fiches una cifra che sarebbe da capogiro: 1, 7 milioni di dollari.

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A poker l'Intelligenza Artificiale ha battuto gli umani 'bluffando'

L'aspetto più sensazionale di questa esperienza senza precedenti, è che Libratus ha battuto i suoi antagonisti umani bluffando e facendo strategie. Si è trattata di un'impresa veramente ai limiti dell'impossibile: i suoi sviluppatori Tuomas Sandholm, professore alla Carnegie Mellon University, dipartimento di Computer Science, e Noman Brown che ha un dottorato di ricerca in Computer Science, non erano affatto certi che Libratus sarebbe riuscito a battere quattro giocatori professionisti.

Ma a cose fatte, hanno detto che la vittoria considerevole è statisticamente significativa e non è solo una questione di fortuna.

"La capacità di un'intelligenza artificiale di fare un ragionamento strategico con un'informazione incompleta, ha ormai superato quella dei migliori esseri umani", ha commentato Sandholm.

Non è certo la prima volta che una Intelligenza Artificiale sfidi e vinca gli uomini in ambito ludico, dagli scacchi al gioco cinese Go. Invece è la prima volta che un sistema abbia la meglio al gioco del poker, elemento che segna un traguardo importante nella storia della tecnologia, Quando si gioca a scacchi infatti non è rilevante il pensiero dell'avversario, ma quel che c'è sulla scacchiera; il poker, al contrario, richiede capacità di ragionamento strategico così da poter prevedere le possibili mosse dei giocatori; una frontiera che una macchina non aveva mai superato prima d'ora.

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A Libratus è stato insegnato come giocare a poker, per l'esattezza al cosiddetto No-Limit Texas Hold'emì, conosciuto anche come poker alla texana o poxer sportivo, gli sono state date le regole, il resto lo ha imparato da solo e a ogni mano era in grado di aggiornare la strategia fino a sbancare al casinò. La maratona è stata anche un susseguirsi di ipotesi su come l'I.A. fosse in grado di migliorare giorno dopo giorno il suo gioco. (Nel video il commento di giocatori e sviluppatori).

Sandholm riferirà in dettaglio i 'segreti' di Libratus nel corso del meeting della 'Association for the Advancement of Artificial Intelligence' che si svolgerà dal 4 al 9 a San Francisco.

Libratus & company, futuri sviluppi dell'Intelligenza Artificiale

Il computer non può vincere a poker se non può bluffare, ha aggiunto poi un collega di Sandholm, Frank Pfenning, e lo sviluppo di una I.A. che possa farlo con successo è un enorme traguardo scientifico che può avere numerose applicazioni.

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"Immaginate - ha detto il ricercatore - che il vostro smartphone sarà un giorno in grado di negoziare un'auto nuova al posto vostro. Questo è solo l'inizio. Questo risultato rappresenta una pietra miliare nella nostra comprensione dell'intelligenza". Un risultato storico che preannuncia possibili futuri impieghi dell'Intelligenza Artificiale nei campi più disparati, da quello militare a quello medico-sanitario.

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