Tutti sappiamo che al di fuori dell'atmosfera, e quindi intorno alla Terra, orbitano diversi satelliti artificiali e stazioni spaziali. Quello però che molti ancora non sapranno è che sopra le nostre teste vi è una di queste stazioni spaziali che attualmente viaggia senza controllo. Dopo essere stata lanciata nello spazio a fine settembre 2011 e stando alle ultime comunicazioni, la navicella spaziale cinese Tiangong-1 (che letteralmente sta per palazzo celeste) si sta dirigendo in rotta di collisione proprio verso la terra.

Purtroppo a causa delle varie problematiche tra la stazione spaziale e l'atmosfera della terra si conoscerà l'esatto punto d'impatto solo nelle ultime fasi durante il rientro della Tiangong-1. Il ravvicinamento della stazione spaziale cinese è costantemente monitorato da sensori posti sulla Terra ma anche di quelli posizionati nei vari satelliti e che controllano la posizione ed il tasso di decadimento.

Per quanto riguarda il nostro Paese, l'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) ha comunicato che al momento vi è una piccola probabilità che possa essere interessato da quest'evento.

Le comunicazioni però continuano dicendo che la massa complessiva del palazzo celeste sia diminuita, in quanto la maggior parte del carburante, necessario per il mantenimento della posizione della Tiangong-1 in orbita, sia esaurito mantenendo, però, il propellente utile affinché la stazione spaziale possa posizionarsi al di sopra dell'Oceano Pacifico, com'era stato progettato inizialmente.

Impatti previsto

Stando alle ultime notizie, la finestra periodica in cui la Tiangong-1 dovrebbe rientrare all'interno dell'atmosfera è tra il 28 marzo ed il 6 aprile.

Per quanto concerne invece la sua traiettoria sembra che alcuni frammenti potrebbero ricadere anche sul suolo italiano, ed in particolare l'area che va dall'Emilia Romagna verso il sud. Nello specifico le zone interessate riguardano le latitudini tra i -44°S e i +44°N . Questa fascia comprende un'area abbastanza vasta composta in gran parte da deserti ed oceani, ma anche altre zone abitate facenti parte del Brasile, Stati Uniti, Italia, India e Cina.

Va comunque detto che l'ASI, la Protezione Civile, ENAV, ENAC ed il ministero della difesa stanno collaborando per scongiurare o almeno limitare il pericolo e che il rientro della Tiangong-1 non è completamente fuori controllo e alla cieca.

Infatti il Dipartimento ha chiarito che già 3 giorni prima dell'effettiva caduta si avrà la conferma del giorno esatto del rientro della stazione spaziale, mentre 36 ore prima della caduta si avranno le informazioni sui frammenti e dove questi andranno ad impattare. Però, secondo la Protezione Civile, la conferma dell'area specifica in cui impatterà la Tiangong-1 avrà un preavviso di soli circa 30 minuti o poco più.

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