In principio era "Populous". Usando dall'alto la mano di Dio, potevi separare la terra dalle acque, plasmare i territori e assistere alla crescita dei popoli a te fedeli: c'era già di che montarsi la testa e infatti il gioco inaugurò un genere preciso, detto God Game, cioè Videogiochi in cui il protagonista è una divinità. Dopotutto negli anni sono stati prodotti infiniti simulatori virtuali: simulatore di volo, di caccia, di pesca, quindi perché non un simulatore di divinità? Negli anni il genere si è arricchito di diverse variazioni sul tema e qualcuno poi si è spinto anche oltre.

Il videogioco "Spore", ad esempio, è stato letteralmente un simulatore di vita. Si partiva da organismi unicellulari e via su per la scala dell'evoluzione, fino a ottenere forme di vita in grado di esplorare il mondo e la galassia. In fondo è sempre roba da divinità, ma senza rivelazione: la forma di vita segue la sua strada e il libero arbitrio è al sicuro, tanto che tutto comincia con un meteorite che porta la vita. Se poi ci si vuole comunque cimentare nel lavoro della divinità, c'è pur sempre l'editor delle creature.

Giocare al Messia

Nessuno però finora si era spinto fino a questo punto. Forse era una tappa obbligatoria e prima o poi ci saremmo arrivati. Si potrebbe parlare di profezia, ma sta di fatto che, nell'Anno del Signore 2019, è stato annunciato un simulatore di Gesù Cristo, sviluppato da SimulaM ed edito da PlayWay. Il gioco si chiamerà "I Am Jesus Christ" e si tratta di un titolo open world ambientato (indovinate quando?) circa 2000 anni fa in Medio Oriente, che ripercorre le tappe della vita di Gesù raccontate nei Vangeli.

Si devono battezzare persone, portare a compimento una trentina i miracoli, caricare la barra del potere dello Spirito Santo, ma non solo: ci sarà ovviamente la crocifissione e soprattutto (attenzione spoiler!) la resurrezione.

L'Avvento

I fedeli e gli scettici al momento non possono fare altro che aspettare in religioso silenzio. Non si conosce ancora infatti la data di uscita né si hanno informazioni più precise sulla modalità di gioco e sui dettagli delle simulazioni.

L'unica cosa che possiamo fare è prevedere le polemiche, dai settori più conservatori della società, gruppi religiosi e forse la stessa Chiesa, agli appassionati di storia e ucronie (narrazioni di storie alternative, del tipo Napoleone che vince a Waterloo, nazisti che vincono la Seconda Guerra Mondiale, etc...), che magari sognano un finale diverso: e se Gesù fosse sfuggito alla cattura, come sarebbe andata la storia? Sarà possibile giocare un finale alternativo? Se c'è la crocifissione probabilmente no, ma ancora non possiamo esserne certi. In ogni caso, una simile versione videoludica del Messia dei cristiani, in soggettiva e curata fino a questo livello, non si era ancora mai vista e, dato che abbiamo appena celebrato l'Immacolata ed entriamo ufficialmente nel periodo del Natale, un annuncio di questo tipo fa ancora più effetto.

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