In un articolo pubblicato su TechCrunch e intitolato “The Google Pixel Watch 4 made me like smartwatches again”, Ivan Mehta racconta come il nuovo Pixel Watch 4 lo abbia riconciliato con gli smartwatch, dopo anni di scarso interesse. Mehta spiega di non aver mai sentito la necessità impellente di un dispositivo del genere, ma l'esperienza con il Pixel Watch 4 lo ha convinto del contrario, grazie a un mix di design, autonomia e usabilità.
Display e autonomia
Il display Actua 360, con una luminosità di picco di 3.000 nits, è uno degli aspetti più interessanti, perché garantisce una visibilità ottimale anche in ambienti molto luminosi.
Mehta sottolinea come l'esperienza visiva sia nettamente superiore rispetto ai modelli precedenti, anche grazie alla riduzione delle cornici. Il risultato è un display più usabile e piacevole, un elemento fondamentale per un dispositivo da utilizzare tutti i giorni.
Altro punto a favore è l'autonomia: pur avendo testato il modello da 41 mm, Mehta è riuscito a superare agevolmente un giorno di utilizzo, sfatando uno dei limiti tradizionali degli smartwatch. Si tratta di un esempio di come l'esperienza d'uso reale sia cruciale nel giudizio complessivo su un wearable.
Ricarica e design
Il Pixel Watch 4 utilizza una dock di ricarica proprietaria che, pur non essendo universale, offre una velocità di ricarica notevole: bastano pochi minuti per ottenere una buona percentuale di autonomia, caratteristica che Mehta considera decisiva nell'uso quotidiano.
Questo tipo di soluzione, ormai diffusa sui dispositivi premium, fa la differenza nella percezione complessiva.
Fitness e software
Pur segnalando alcune lacune nelle modalità di allenamento (ad esempio, il riconoscimento limitato delle attività da palestra), Mehta apprezza l'integrazione con Fitbit e la fluidità dell'esperienza d'uso, resa possibile dal nuovo design Material dell'interfaccia e dall'assistente Gemini. Tuttavia, le metriche relative al sonno sono disponibili principalmente nell'app Fitbit, piuttosto che direttamente sullo smartwatch.
Le gesture
Un aspetto che ha colpito positivamente Mehta è il supporto alle gesture, come il pinch per gestire notifiche, contenuti multimediali o chiamate, e il movimento del polso per scartare gli avvisi.
Queste funzionalità rendono l'interazione più rapida e fluida. Le gesture sono parte di un ecosistema più ampio, reso possibile da Wear OS 6 e da aggiornamenti che aggiungono comandi manuali e Smart Replies ottimizzate.
Un dispositivo convincente
Nel complesso, il Pixel Watch 4 convince per la sua coerenza: display luminoso e curvo, ricarica rapida, autonomia migliorata e usabilità quotidiana. È un invito a indossare di nuovo uno smartwatch non per necessità, ma per piacere. Un risultato tutt'altro che scontato in un settore spesso criticato per compromessi troppo evidenti.
L'esperienza di Mehta è significativa: un wearable diventa rilevante quando risolve problemi concreti, non solo quando offre funzionalità futuribili. Il Pixel Watch 4 sembra raggiungere proprio questo equilibrio.