Una nuova forma di dissenso digitale emerge dalla Danimarca. In seguito alle dichiarazioni di Donald Trump sulla possibile annessione della Groenlandia, due app, NonUSA (o UdenUSA) e Made O’Meter, sono diventate tra le più scaricate della settimana sull’App Store danese (che serve anche la Groenlandia).

Il successo in classifica

L’app NonUSA, pensata per identificare e boicottare prodotti statunitensi, ha avuto un’ascesa notevole: dal 441° posto del 9 gennaio al 6° il 20 gennaio, fino alla vetta il 21 gennaio. Parallelamente, Made O’Meter, disponibile su iOS e Android, ha conquistato il 5° posto, entrando anch’essa nella top 10.

Secondo Appfigures, i download medi giornalieri di NonUSA per iOS e di Made O’Meter su entrambe le piattaforme sono aumentati dell’867 % nell’ultima settimana rispetto alla precedente. In un mercato ristretto come quello danese – circa 200 000 download giornalieri totali tra tutte le app – alcune migliaia di installazioni possono essere sufficienti per arrivare in vetta.

Come funzionano le app

Entrambe le app scansionano i codici a barre per identificare l’origine del prodotto e, se è statunitense, suggeriscono alternative locali o regionali. Made O’Meter si presenta come un assistente per la trasparenza nelle filiere globali, mentre NonUSA adotta un messaggio più esplicito: «UdenUSA ti aiuta a identificare ed evitare prodotti americani nella vita quotidiana, suggerendo alternative danesi».

Un boicottaggio simbolico

Il successo di queste app nasce in un contesto di mobilitazione civica più ampio. Alcuni consumatori danesi hanno cancellato vacanze negli Stati Uniti e disdetto abbonamenti a servizi streaming americani come Netflix. Inoltre, una protesta politica ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini.

Parallelamente, la community online «Boykottiert Waren aus den USA» ha superato i 100 000 membri in Danimarca (su circa 6 milioni di abitanti). Da questa energia è nata UdenUSA, sviluppata dai ventunenni Jonas Pipper e Malthe Hensberg, come strumento per trasformare frustrazione e protesta in scelte di consumo consapevoli.

Impatto e limiti

Il fenomeno riflette un desiderio di reazione simbolica: «Molte persone vedono notizie che non gli piacciono e si arrabbiano – e le app permettono di fare qualcosa con quella rabbia», dice il ricercatore Pelle Guldborg Hansen dell’Università di Roskilde.

Tuttavia, l’impatto reale sul piano economico resta limitato: i prodotti americani rappresentano una quota marginale nella distribuzione danese, e un boicottaggio individuale difficilmente si traduce in effetti tangibili a livello macroeconomico.

Restano evidenti le motivazioni simboliche e culturali di questo movimento digitale. Acquistare o evitare qualcosa può diventare un atto politico, un gesto quotidiano con cui esprimere dissenso verso decisioni geostrategiche percepite come minaccia. Questa tendenza mostra anche una contraddizione: il boicottaggio degli Stati Uniti attraverso app disponibili su un app store e un ecosistema tecnologico americano.

La mobilitazione digitale danese – incarnata da NonUSA e Made O’Meter – suggerisce una nuova forma di attivismo civico: accessibile, immediata e profondamente personale.

In un mondo in cui il consumo è anche messaggio, ogni acquisto può diventare un manifesto. E l’Italia e l’Europa dovrebbero osservare con attenzione questo movimento che traduce in pratiche quotidiane forme insospettabili di contestazione politica.