Il World Economic Forum di Davos nel 2026 ha segnato una trasformazione inedita. Il tema centrale non è più il clima o la povertà, ma l’intelligenza artificiale, imposta come vero pilastro dell’agenda. Questo cambio di paradigma è alimentato da aziende come Meta e Salesforce, che hanno conquistato spazi fisici e simbolici lungo la Promenade principale, riconfigurando l’evento come una fiera high-tech.
Il predominio dell’AI lungo la Promenade
Nell’edizione 2026 del WEF, Meta e Salesforce hanno occupato vetrine influenti lungo la Promenade, trasformandola in un corridoio dominato da installazioni immersive dedicate all’AI.
La loro presenza fisica ha simboleggiato la nuova centralità tecnologica del summit, spostando l’attenzione dai temi tradizionali a quelli legati all’innovazione.
Le conversazioni guidate dai CEO tech
A Davos 2026, i protagonisti sono stati i CEO delle grandi aziende tecnologiche. Nonostante la presenza di un pubblico critico su politiche commerciali e preoccupato per possibili bolle speculative sull’AI, il dibattito è stato acceso e diretto. Questo ha evidenziato un ruolo attivo e vocale mai visto prima per i leader del settore tech all’interno del forum.
Il peso dei dati e i rischi evidenziati
Dal punto di vista economico, i pannelli e i dati presentati hanno mostrato un’adozione dell’AI ancora poco efficace.
Il chairman di PwC, Mohamed Kande, ha rivelato che il 56% delle aziende non ottiene benefici concreti dai propri investimenti in AI, a causa di carenze nelle basi organizzative. Questa “falla” rallenta il potenziale impatto trasformativo dell’intelligenza artificiale.
Una cultura tech che sostituisce il diplomatico
L’accento spostato sulle tecnologie riflette un profondo cambiamento culturale. Davos non è più solo una piattaforma di confronto politico, ma è diventato un palco per l’innovazione tecnologica. Il confronto tra politiche pubbliche e strumenti tecnologici è ormai all’ordine del giorno, con attori come Meta e Salesforce che definiscono i temi dell’agenda.
Trend e conseguenze strategiche
Questa evoluzione segna un cambio di percezione anche tra i partecipanti. Non più solo policy maker e ONG, ma un’audience formata da start-up, venture capitalist ed executive tech. Il quadro di Davos evolve verso un ecosistema in cui le questioni globali vengono affrontate con approcci tecnologici, e non viceversa.
In sintesi, Davos si è trasformato: non è più soltanto un forum di leadership mondiale, ma un palcoscenico dove l’AI guida le priorità, le narrazioni e le aspettative. Il summit si è re-inventato come conferenza di punta per il settore tecnologico e l’intelligenza artificiale, con impatti destinati a durare.
Il passaggio da Davos come vetrina delle sfide globali a epicentro tecnologico segna una svolta nella storia del WEF. Se l’AI è diventata la lente dominante attraverso cui guardare il mondo, quel che conta ora è che questa centralità sia accompagnata da rigore, preparazione e concretezza.