OpenAI si prepara al 2026 con una strategia precisa: riconquistare il mercato enterprise dopo un calo della propria quota. L’azienda ha affidato a Barret Zoph la guida della divisione enterprise, potenziando il team commerciale per contrastare la perdita di clienti a favore di Google e Anthropic.
Zoph alla guida: una scelta strategica
Barret Zoph, già vicepresidente per l’“post‑training inference” in OpenAI tra il 2022 e il 2024, torna in azienda dopo un’esperienza con la startup Thinking Machine Labs. La sua nomina sottolinea l'obiettivo di recuperare terreno nel settore enterprise.
Nel 2023, OpenAI deteneva il 50% del mercato enterprise dei modelli LLM, ma a fine 2025 questa quota è scesa al 27%, mentre Anthropic ha raggiunto il 40% e Google Gemini il 21%.
OpenAI sotto pressione: i numeri
Nel 2026, OpenAI punta a consolidarsi come piattaforma integrata nei processi aziendali, secondo quanto dichiarato dalla CFO Sarah Friar. L’azienda ha visto crescere il fatturato annualizzato da 2 miliardi di dollari nel 2023 a oltre 20 miliardi nel 2025, parallelamente a un aumento della capacità di calcolo: da 0,2 GW a 1,9 GW nello stesso periodo.
Questa correlazione tra risorse di calcolo e ricavi indica che OpenAI punta a offrire soluzioni operative concrete alle aziende, in particolare in settori come sanità, scienza e business.
Le alleanze strategiche
Per rafforzare la sua offerta enterprise, OpenAI ha ampliato le collaborazioni, tra cui una partnership triennale con ServiceNow per integrare i modelli OpenAI negli strumenti IT e di comunicazione. A livello internazionale, si segnalano accordi con Telefónica per la distribuzione di ChatGPT Plus in Spagna (Movistar) e collaborazioni con il gruppo finanziario BBVA.
Competizione e obiettivi per il 2026
OpenAI deve affrontare una forte concorrenza nel settore enterprise. Anthropic detiene il 40% del mercato, mentre Google Gemini guadagna terreno, pur rimanendo stabile intorno al 21%. Questo contesto spinge OpenAI a potenziare l’offerta, allineando prodotti, infrastrutture e risorse umane.
Evoluzione: da API ad agente integrato
La strategia di rilancio è chiara: OpenAI intende evolvere da piattaforma di accesso (API, chat) a soluzione integrata nei processi aziendali. Sarah Friar ha menzionato modelli di pricing basati sui risultati e l’utilizzo di agenti autonomi capaci di eseguire intere sequenze di operazioni, non solo di rispondere a input. Questo segna il passaggio dall’intelligenza generativa a modelli in grado di agire e generare valore.
Strategie SEO e comunicazione
L’enfasi sul termine enterprise è strategica anche in ottica SEO: OpenAI vuole posizionarsi come componente fondamentale dei sistemi aziendali. La menzione di partnership globali e figure chiave come Zoph riflette una comunicazione mirata a presentare OpenAI come partner strategico per le imprese.
Le collaborazioni con Telefónica e BBVA evidenziano una crescente presenza europea, utile per rafforzare la brand awareness al di là del mondo anglosassone.
L’approccio analitico e l’uso di dati su quote di mercato, ricavi e investimenti conferiscono credibilità giornalistica, in linea con lo stile dei principali media del settore tecnologico.
In sintesi, la strategia enterprise di OpenAI per il 2026 prevede un rilancio basato su figure di spicco, partnership globali, un modello di business orientato al valore e un messaggio chiaro rivolto alle imprese. La sfida è ambiziosa, ma la direzione intrapresa e gli investimenti indicano un significativo cambio di passo verso utility, stabilità e leadership operativa.
OpenAI non si limita più a innovare, ma punta a diventare un pilastro dell’intelligenza artificiale nel mondo del business.