In occasione del Super Bowl 2026, Anthropic ha lanciato una serie di spot ironici in cui il suo assistente AI, Claude, viene presentato in scenari imbarazzanti: un aiuto psicologico che si trasforma in promozione per siti di incontri per cougar, o un consiglio fitness che sfocia in un’offerta per solette che aumentano l’altezza. Il messaggio chiave è chiaro: “Ads are coming to AI. But not to Claude.” Un chiaro intento comunicativo per sottolineare come, rispetto a ChatGPT, l’assistente di Anthropic rimanga libero da pubblicità intrusiva. Questa mossa, mascherata da sketch comico, ha immediatamente provocato la reazione di Sam Altman, CEO di OpenAI.

La risposta di Altman: pubblicità sì, ma con criterio

Sam Altman ha replicato via X (Twitter), riconoscendo l’umorismo degli spot (“First, the good part of the Anthropic ads: they are funny, and I laughed”), ma ha contestato la narrazione definendola una «chiara menzogna». Altman ha precisato che la politica pubblicitaria di OpenAI non permetterebbe mai annunci di quel tipo: «Our most important principle for ads says that we won’t do exactly this; we would obviously never run ads in the way Anthropic depicts them. We are not stupid and we know our users would reject that».

Altman ha inoltre accusato Anthropic di praticare il «doublespeak», criticando ipotetiche pratiche pubblicitarie inesistenti tramite una campagna paradossale che, a suo dire, non contribuisce a costruire fiducia.

Accesso versus esclusività: il cuore della divergenza

Il CEO di OpenAI ha sollevato la questione dell'accessibilità democratizzata: «We believe everyone deserves to use AI and are committed to free access, because we believe access creates agency». In un affondo retorico, ha affermato che in Texas il numero di utenti gratuiti di ChatGPT supera il totale degli utenti di Claude negli Stati Uniti, evidenziando un disallineamento strutturale tra i due servizi.

Altman ha contrapposto i due modelli: mentre Anthropic offrirebbe «an expensive product to rich people», OpenAI mira a «portare l’AI a miliardi di persone che non possono pagare un abbonamento».

Controllo dell’ecosistema AI e accusa di “autoritarismo”

La critica di Altman non si è limitata alla pubblicità. Ha accusato Anthropic di voler controllare le modalità d’uso dell’AI, bloccando l’accesso a Claude Code per aziende concorrenti come OpenAI o xAI, definendo tale posizione «authoritarian»: «One authoritarian company won’t get us there on their own... It is a dark path».

Super Bowl dal lato OpenAI: focus sui costruttori

Altman ha ricordato che anche OpenAI ha presentato uno spot per il Super Bowl, ma con un approccio differente: dedicato ai “builders”, coloro che creano applicazioni e strumenti basati sull’AI. «There have now been 500,000 app downloads since launch on Monday, and … Codex is going to win», ha dichiarato, indicando una direzione narrativa opposta: non distogliere l’attenzione, ma promuovere la produttività digitale.

L’equilibrio sul campo dell’AI

Questo confronto, giocato su slogan, umorismo e piattaforme, rappresenta una scossa nel panorama dell’intelligenza artificiale. Da un lato, Claude si propone come l’alternativa pulita e senza pubblicità; dall’altro, ChatGPT difende un modello sostenibile che bilancia accesso gratuito e pubblicità controllata. Altman mira a rassicurare, in particolare l’ampio pubblico gratuito, che la pubblicità non diventerà mai invadente o manipolativa.

Il dibattito riflette tensioni profonde sui valori che dovrebbero guidare l’evoluzione delle interfacce conversazionali AI: trasparenza, accessibilità, neutralità. OpenAI punta su una pubblicità etichettata e separata, supportata da un modello freemium; Anthropic risponde con umorismo e la promessa di restare “ad‑free”.

Il vero terreno di battaglia si sposta dall’algoritmo ai valori: nell’era dell’AI, l’identità di una piattaforma si definisce anche attraverso la sua strategia di monetizzazione. E il Super Bowl è diventato, per un giorno, l’arena simbolica di questa sfida.