Nell’industria della robotica applicata alla logistica, anche un gigante come Amazon può decidere di fermare un progetto nonostante elevati investimenti e aspettative. Il caso più recente è quello di Blue Jay, un robot multi‑braccio presentato lo scorso ottobre e interrotto meno di sei mesi dopo il lancio.

Origine e funzionamento di Blue Jay

Blue Jay era stato sviluppato in tempi sorprendentemente rapidi — circa un anno — grazie ai progressi nell’intelligenza artificiale, e testato in un centro distribuzione nella Carolina del Sud per il sorting e il trasporto dei pacchi nei centri Same‑Day Delivery.

Il suo design prevedeva un sistema a soffitto con più braccia robotiche in grado di gestire vari formati di pacchi, coprendo circa il 75 % degli oggetti stoccati, secondo quanto riferito nelle comunicazioni iniziali.

Motivi dell’interruzione anticipata

Il progetto Blue Jay è stato interrotto in gennaio, come riportato da Business Insider e TechCrunch. Tra le ragioni principali emergono i costi elevati, la complessità produttiva e le difficoltà di implementazione su larga scala. Come sottolineato da fonti interne, l’organizzazione ha rinviato il progetto in favore di soluzioni più scalabili.

Riutilizzo della tecnologia e riallocazione del team

Amazon ha scelto di non disperdere la tecnologia sviluppata: quasi tutta è stata riutilizzata in altri progetti di robotica, e il personale coinvolto è stato spostato su attività legate a sistemi come il Flex Cell.

Terrence Clark, portavoce dell’azienda, ha ribadito l’approccio sperimentale della struttura iniziale, e la volontà di accelerare l’utilizzo del nucleo tecnologico in applicazioni future per rendere il lavoro più sicuro, efficiente e coinvolgente per i dipendenti.

La strategia futura: dal sistema LVM a una logica modulare Orbital

Blue Jay era concepito per l’attuale modello di magazzino Same‑Day, definito internamente come “Local Vending Machine” (LVM), un sistema monolitico e poco flessibile. L’abbandono di Blue Jay è parte di una strategia più ampia che vede Amazon orientarsi verso una nuova architettura modulare chiamata Orbital, più facile da scalare e adattare, anche in contesti come i punti vendita Whole Foods, con particolare interesse per la gestione di beni freschi e deperibili.

Tempistiche e prossimi passi

Il lancio di Blue Jay è avvenuto nell’ottobre 2025, mentre la decisione di bloccarne lo sviluppo è stata presa entro gennaio 2026, dunque in meno di sei mesi. Il nuovo sistema modulare Orbital non sarà operativo prima del 2027.

In sintesi, Amazon conferma di voler sperimentare, ma anche di essere pronta a interrompere iniziative che non mostrano un ritorno d’investimento adeguato. Blue Jay resta un esperimento tecnico significativo, ma sarà la nuova fase modulare a determinare il futuro dell’automazione nei fulfillment center.