Una nuova svolta nella guerra legale del settore degli eVTOL si è consumata il 9 marzo 2026. Archer Aviation ha presentato una controdenuncia in un tribunale federale in California, contrattaccando il rivale Joby Aviation. Archer accusa Joby di aver frodato il governo degli Stati Uniti e i concorrenti, presentandosi falsamente come un’azienda interamente americana, mentre avrebbe beneficiato di forniture strategiche gestite da una sua controllata in Cina.
Le accuse di Archer: frode e dipendenza dalla Cina
Secondo il documento giuridico depositato da Archer, Joby avrebbe fatto affidamento su una filiale manifatturiera basata a Shenzhen per ottenere componenti critici da fornitori cinesi, spesso supportati dallo Stato cinese.
Per eludere controlli e dazi, questi materiali avrebbero ricevuto false classificazioni doganali, spacciati per «consumer goods» come mollette per capelli, calzini, album fotografici e altri articoli di consumo comuni.
In aggiunta, Archer sostiene che Joby si sarebbe qualificata per contratti governativi — tra cui quelli dell’Aeronautica statunitense — sfruttando questa narrativa di “Made in America” pur mantenendo una dipendenza strategica da una catena di fornitura cinese, con conseguente impatto sulla sicurezza nazionale e distorsione della competizione.
La replica di Joby: «teoria senza fondamento»
La reazione di Joby è stata immediata e sprezzante. L’avvocato Alex Spiro ha definito la controdenuncia come una teoria senza fondamento, leggendo le accuse come il frutto dello “slancio legale” di un’azienda in difficoltà.
Questo scambio giunge quattro mesi dopo che Joby aveva trascinato Archer in tribunale con un’accusa di furto di segreti aziendali legata all’uscita di un ex dipendente.
Il contesto normativo e il programma FAA
Il conflitto legale è ambientato in un settore ad alta tensione normativa e geopolitica. Entrambe le società partecipano a un programma pilota del Dipartimento dei Trasporti e della Federal Aviation Administration (FAA) per accelerare lo sviluppo degli eVTOL, nato da un ordine esecutivo risalente all’amministrazione Trump. Archer è stato selezionato in tre proposte su otto, mentre Joby è stato scelto in cinque.
Archer sostiene che se le accuse di legami nascosti con la Cina fossero fondate, Joby dovrebbe essere escluso dal programma per obblighi di sicurezza nazionale.
Impatto sul mercato e sulla percezione degli investitori
Alcuni analisti considerano questa faida come un diversivo rispetto alle questioni fondamentali: la sostenibilità finanziaria e le tempistiche di certificazione FAA, elementi che pesano in modo reale sugli investitori. Tuttavia, la guerra giudiziaria ha già scosso la fiducia degli investitori: nel novembre 2025, entrambe le società hanno subito perdite in borsa dopo la prima denuncia di Joby, con una brusca discesa per Archer, che resta una realtà ancora pre-revenue.
In questo contesto, la narrativa di “tecnologia americana contro ingerenza cinese” assume connotati strategici: Archer punta a guadagnare terreno presentandosi come l’alternativa più trasparente e nazionale, mettendo Joby sulla difensiva in un momento cruciale per la definizione della mobilità aerea urbana.
Il braccio di ferro tra Archer e Joby promette di configurarsi come una delle battaglie legali più accese nell’era dell’innovazione aerospaziale. Il fascino di questa controversia va oltre i tribunali: definisce le regole non scritte della fiducia tecnologica, della sicurezza e di chi dovrà davvero guidare il futuro dell’eVTOL.
In prospettiva, il verdetto di questa contesa — sia in tribunale che nella percezione pubblica — potrebbe ridefinire il posizionamento strategico di Archer e Joby. Ma più in generale, ci consegna un monito: nel mercato dell’alta innovazione, la geografia della produzione è ormai parte integrante della reputazione aziendale.