Nel weekend del 19 aprile 2026, Blue Origin ha raggiunto un traguardo cruciale riutilizzando con successo per la prima volta il booster del razzo New Glenn, denominato “Never Tell Me The Odds”. Il lanciatore ha completato il suo secondo volo e ha effettuato un atterraggio preciso sulla piattaforma droneship Jacklyn nell’oceano, dimostrando la piena maturità del processo di riutilizzo dei vettori spaziali. Tuttavia, l'entusiasmo per questo successo è stato rapidamente oscurato da un grave problema al secondo stadio del razzo.
L'anomalia del secondo stadio e la perdita del carico utile
L'anomalia ha riguardato il secondo stadio, che ha immesso la navicella payload AST SpaceMobile BlueBird 7 in un’orbita inferiore al previsto e non operativa. Nonostante il corretto distacco e l’accensione del satellite, i sistemi di propulsione a bordo non sono stati sufficienti a correggere l’errore. Di conseguenza, il satellite sarà de-orbitato e considerato perso, sebbene il costo sia coperto da una polizza assicurativa.
La FAA blocca le operazioni: parte l’indagine ufficiale
In seguito all'incidente, la Federal Aviation Administration (FAA), l’autorità aeronautica statunitense, ha prontamente imposto a Blue Origin l’avvio di un’indagine ufficiale per accertare le cause dell’anomalia.
Fino al completamento delle verifiche, la compagnia non sarà autorizzata a effettuare ulteriori lanci del New Glenn.
Impatto sui piani futuri e sulla competizione nel settore spaziale
Questo blocco operativo rischia di rallentare significativamente i piani di Blue Origin per il 2026, che includevano fino a dodici missioni supplementari. Tra queste figurano lanci commerciali per reti come Amazon Leo (ex Project Kuiper), ulteriori carichi per AST SpaceMobile e il dispiegamento di un lander lunare, parte dei programmi nazionali sostenuti da Space Force e NASA.
Nonostante la battuta d'arresto, il successo nella riusabilità conferisce a Blue Origin un valore strategico, posizionandola come principale concorrente di SpaceX nella corsa ai razzi orbitali riutilizzabili.
Questa capacità promette soluzioni più efficienti e sostenibili. Tuttavia, l’anomalia evidenzia la persistente sensibilità tecnologica, in particolare nei complessi sistemi di secondo stadio.
Una settimana delicata per AST SpaceMobile
Per AST SpaceMobile, cliente della missione NG-3, la settimana è iniziata con un calo di oltre il 10% del valore azionario in Borsa. L’azienda ha tuttavia rassicurato investitori e stakeholder, affermando di disporre di nuovi satelliti quasi pronti per il lancio nelle prossime settimane e di aver già stipulato accordi con lanciatori alternativi. Lo sviluppo della costellazione BlueBird, che mira a circa 45 satelliti in orbita entro fine anno, potrebbe comunque subire ritardi in caso di ulteriori rinvii delle missioni.
Prospettive e soluzioni in corso
L’indagine della FAA sarà cruciale per ridefinire il percorso operativo di Blue Origin e per l'eventuale introduzione di modifiche tecniche o procedurali. Le tempistiche per la ripresa dei lanci dipenderanno dalla rapidità e dalla chiarezza delle diagnosi: una soluzione celere potrebbe consentire la ripresa dei voli entro l’estate, mentre ritardi prolungati potrebbero compromettere il cronoprogramma del 2026. Il settore spaziale, dominato dalla frequenza e affidabilità dei lanci di SpaceX e dalla crescente domanda di connettività Internet dallo spazio, richiede una reazione tempestiva. Il duplice esito della missione NG-3 – successo nella riusabilità e fallimento della missione primaria – incarna le sfide di una nuova frontiera spaziale, dove la sostenibilità e la precisione tecnica sono fondamentali.
L’avanzamento tecnologico esige una gestione rigorosa delle anomalie e un quadro regolatorio che garantisca sicurezza e responsabilità. Blue Origin si trova ora a un bivio: trasformare questa battuta d’arresto in un’opportunità per raggiungere una maturità operativa più solida e affidabile.