Amazon si appresta a rivoluzionare la connettività mobile con un ambizioso progetto: il lancio di oltre 5.105 satelliti in orbita bassa (LEO). L'obiettivo è offrire servizi diretti ai cellulari (D2D, direct-to-device), garantendo copertura anche in aree prive di infrastrutture terrestri. Il piano, presentato il 27 luglio 2026 alla Federal Communications Commission (FCC), segna una svolta strategica per la rete satellitare Amazon Leo, che mira a connettere gli smartphone dallo spazio e a sfidare Starlink di SpaceX a partire dal 2028.

Caratteristiche del progetto Amazon Leo D2D

La richiesta formale di Amazon alla FCC autorizzerà la costruzione e l'operatività di questa vasta costellazione LEO. I 5.105 satelliti forniranno servizi vocali, messaggistica, dati e connettività di emergenza direttamente ai dispositivi mobili compatibili. L'iniziativa sfrutta strategicamente lo spettro radio di Globalstar, società acquisita da Amazon all'inizio del 2026. L'avvio dei lanci è previsto per il 2028.

Strategia e contesto competitivo D2D

Il piano Amazon Leo espande significativamente gli obiettivi, superando l'originaria focalizzazione sull'internet a banda larga satellitare per un servizio direct-to-device avanzato. Questa mossa intensifica la competizione con SpaceX, AST SpaceMobile e Lynk Global, attivi nel mercato satellite-to-phone.

L'integrazione delle infrastrutture di Globalstar, con il suo spettro mobile, le infrastrutture satellitari e l'esperienza nei servizi di emergenza per dispositivi Apple, è un elemento distintivo e strategico per Amazon.

Collaborazioni e stato attuale della costellazione

Amazon ha già stretto importanti collaborazioni con operatori globali, tra cui Vodafone, DirecTV, Herotel e la National Broadband Network australiana, per estendere la rete e i servizi. Attualmente, la costellazione Amazon Leo conta circa 390 satelliti in orbita, con l'obiettivo di avviare servizi a banda larga fissa entro fine 2026.

Sfide regolatorie e operative

Nonostante l'ambizione, Amazon affronta sfide regolatorie e operative.

Ha richiesto e ottenuto una proroga dalla FCC per il traguardo intermedio di 1.616 satelliti entro luglio 2026, mantenendo il termine finale del 30 luglio 2029 per la costellazione Gen1 da 3.232 unità. Sul fronte operativo, l'assenza di un vettore di lancio proprietario è un limite. Amazon aveva previsto di affidarsi a Blue Origin, ma ritardi di New Glenn e un incidente al sito di lancio hanno compromesso la tabella di marcia.

Implicazioni e potenziale del D2D

La tecnologia direct-to-device ha il potenziale per ridefinire l'accessibilità, consentendo SMS o chiamate anche in aree non coperte dalle reti terrestri, come parchi, zone rurali o in emergenza. Tuttavia, il traffico generato rimane marginale.

Un'analisi di T-Mobile ha mostrato che l'utilizzo satellitare ha rappresentato solo lo 0,0002% del traffico totale nel maggio 2026, concentrato in località remote.

Il progetto Leo D2D di Amazon si inserisce in una fase in cui la connettività satellitare emerge come un canale sempre più complementare per la copertura mobile. Ciononostante, la domanda effettiva e l'efficacia tecnologica di tali soluzioni su scala globale rimangono ancora aspetti da dimostrare pienamente.

In sintesi, con la richiesta per 5.105 satelliti, Amazon consolida la propria visione per Amazon Leo, trasformandola da servizio di banda larga a piattaforma di connettività diretta per i dispositivi mobili. Il successo di questo sistema potrebbe rimescolare le dinamiche del mercato D2D e accelerare la convergenza tra telecomunicazioni terrestri e spaziali.