In un balzo straordinario per la sicurezza informatica, Google ha annunciato di aver risolto un numero di vulnerabilità nel browser Chrome nelle due release di giugno 2026 superiore a quello degli ultimi due anni combinati. Questo risultato è stato reso possibile grazie all’impiego di avanzati strumenti interni basati sull’intelligenza artificiale.

I numeri della svolta

Google ha corretto ben 1.072 bug di sicurezza nelle ultime due versioni di Chrome (149 e 150), rilasciate a giugno 2026. Questo dato supera significativamente i 1.036 fix eseguiti nelle 23 release precedenti, distribuite nell’arco dei due anni precedenti.

Un incremento che evidenzia una trasformazione radicale nelle metodologie di gestione delle vulnerabilità.

L'AI al centro della strategia di sicurezza

Questo notevole aumento di produttività è attribuito all’adozione di modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM), come Gemini. Doug Turner, direttore dell’ingegneria di Chrome, ha sottolineato come gli LLM abbiano “fondamentalmente trasformato l’economia della cybersecurity, rendendo industriale e automatizzata la scoperta delle vulnerabilità”. L'applicazione di questi modelli permette a Google di correggere le falle in modo proattivo, anticipando gli attaccanti e rendendo Chrome progressivamente più sicuro ad ogni aggiornamento.

Un trend che coinvolge anche Microsoft

Il fenomeno di un’accelerazione nella correzione dei bug non è esclusivo di Google. Anche Microsoft ha registrato un record, risolvendo 570 vulnerabilità nel suo ciclo di patching mensile, noto come “Patch Tuesday”. Anche in questo caso, l’azienda ha fatto riferimento all’uso dell’intelligenza artificiale per spiegare un salto così significativo nel numero di correzioni.

Apple: un passo diverso

Al contrario, Apple sembra non mostrare lo stesso incremento esponenziale. La casa di Cupertino ha corretto 482 bug nel corso del 2026, una cifra in linea con l’anno precedente e simile a quella registrata nel 2015. Questo suggerisce un approccio differente o una fase di adozione meno avanzata delle tecnologie AI per la scoperta e la risoluzione delle vulnerabilità.

La prospettiva della community tecnica

Il successo di Google è visto come una conferma della capacità dell’intelligenza artificiale di accelerare la scoperta e la correzione delle vulnerabilità su scala. Le oltre mille patch in un solo mese rappresentano un benchmark di efficienza per i CISO e i responsabili della sicurezza, indicando il ruolo sempre più centrale dell’AI nei processi di sviluppo sicuro e nella difesa contro le minacce informatiche.

In prospettiva, si delinea un’evoluzione in cui l’AI non è più una risorsa accessoria, ma un fattore abilitante fondamentale nella cybersecurity. La sua capacità di automatizzare l'individuazione, la prioritarizzazione e il patching delle vulnerabilità sta portando a una difesa più scalabile e proattiva. Resta da osservare come altri attori del settore, come Apple, si adegueranno a questo passaggio evolutivo.