Valar Atomics, una startup fondata nel 2023 e specializzata nello sviluppo di piccoli reattori nucleari modulari (SMR), è al centro di un nuovo e significativo round di finanziamenti. L'azienda punta a una valutazione di circa 6 miliardi di dollari, con Sequoia in prima linea per guidare la raccolta. Questo ambizioso obiettivo segue un precedente finanziamento di 450 milioni di dollari – di cui 340 milioni in equity e 110 milioni in debito – ottenuto a fine marzo 2026, quando la valutazione era di 2 miliardi di dollari. L'azienda californiana è attualmente in trattativa con gli investitori per un nuovo round da circa 1 miliardo di dollari, con l'intento di consolidare ulteriormente la sua posizione nel settore.

Dimostrazione pratica: energia nucleare per l'AI

Nel frattempo, la startup ha realizzato una dimostrazione pratica di grande rilevanza nel suo sito in Utah. Il microreattore denominato Ward250, un sistema raffreddato a elio e caratterizzato da alta temperatura (HTGR), ha fornito energia a un chip AI di Nvidia basato su architettura Blackwell. Questo evento segna il primo caso in cui un piccolo reattore nucleare alimenta direttamente un data center AI, evidenziando il potenziale della tecnologia di Valar Atomics.

Il progetto Ward250 è stato concepito anche per affrontare una delle sfide più critiche dei data center: il consumo idrico. Grazie a un innovativo sistema di raffreddamento a circuito chiuso (closed-loop liquid cooling) e alla nomenclatura DSX di Nvidia, l'iniziativa mira a ridurre il consumo annuo di acqua da circa 2,6 milioni di galloni per megawatt a livelli prossimi allo zero, promuovendo una maggiore sostenibilità.

Traguardi tecnici e contesto competitivo

Parallelamente, Valar Atomics ha raggiunto un altro traguardo tecnico cruciale. Il suo progetto NOVA, sviluppato in collaborazione con i Los Alamos National Laboratory, ha conseguito la criticalità a potenza zero (zero-power criticality) con un nucleo HALEU TRISO. Questo è un passo essenziale verso le operazioni a piena potenza del reattore Ward250, confermando l'avanzamento tecnologico della startup.

Il settore dei reattori modulari è in fermento, e Valar Atomics opera in un contesto competitivo. Altre realtà come Kairos Power, TerraPower (sostenuta da Bill Gates) e NuScale Power – quest'ultima l'unica ad aver ottenuto l'approvazione regolatoria negli Stati Uniti per il suo design – stanno sviluppando soluzioni simili, mirando al medesimo mercato di energia per data center e industrie ad alta tecnologia.

Impatto sull'infrastruttura AI e le sfide normative

Il progetto di Valar Atomics si inserisce in un momento di convergenza tra il fabbisogno energetico crescente delle infrastrutture AI e le limitazioni del sistema elettrico tradizionale. I data center richiedono quantità sempre maggiori di energia, e l'elettricità convenzionale fatica a tenere il passo. In questo scenario, gli SMR, come quelli proposti da Valar, offrono un'opzione potenzialmente più veloce da implementare, modulare e indipendente dalla rete tradizionale.

Nonostante i vantaggi teorici degli SMR – tra cui margini di costo inferiori, produttività in fabbrica e scalabilità – la tecnologia resta ancora emergente e non vi è certezza sui tempi necessari per una diffusione industriale su vasta scala.

Valar ha anche adottato un atteggiamento deciso nei confronti del regolatore, la U.S. Nuclear Regulatory Commission. Insieme ad altri Stati e startup, ha contestato l'applicazione della stessa procedura di licenza, lunga e onerosa, riservata ai grandi impianti anche ai piccoli reattori di prova. Il contenzioso, ancora in corso, suggerisce l'ipotesi di una soluzione negoziata nelle prossime fasi, che potrebbe accelerare i processi di approvazione.

Isaiah Taylor, CEO di Valar Atomics, un fondatore autodidatta di 27 anni che ha lanciato la startup dopo aver abbandonato gli studi, ha ricordato con orgoglio che il suo bisnonno lavorò come fisico nucleare al Progetto Manhattan.

Il futuro della startup si gioca su due fronti cruciali: tecnico-finanziario e normativo.

Se Valar riuscirà a coniugare l'ambizione di una valutazione multimiliardaria con la dimostrazione concreta della sua tecnologia e l'accettazione normativa, potrebbe inaugurare una nuova era per l'alimentazione dei data center AI con energia carbon-free. In caso contrario, il suo progetto potrebbe rimanere un esperimento promettente ma confinato ai laboratori.