La Corea del Nord è stata identificata come responsabile di un massiccio attacco hacker alla piattaforma di scambio di criptovalute Binance, un'operazione che ha fruttato il furto di ben 6,3 miliardi di dollari. L'attribuzione ufficiale proviene dall'FBI, che ha collegato l'azione al gruppo criminale informatico nordcoreano TraderTraitor. Questo evento, descritto come “il furto del secolo”, è stato reso noto il 31 ottobre 2026.
L'attacco ha coinvolto Bitcoin e altre valute digitali, sottratte dalla piattaforma Binance in un'operazione fulminea, avvenuta in pochi minuti.
L'azione è stata ricondotta a una più ampia attività informatica malevola, attribuita a TraderTraitor, un'entità chiaramente identificata come nordcoreana. Il valore complessivo dei fondi rubati ammonta, come detto, a 6,3 miliardi di dollari.
Il coinvolgimento del gruppo TraderTraitor
Il nome di TraderTraitor è emerso come elemento chiave nell'attribuzione di questo attacco. L'FBI ha stabilito un collegamento diretto tra il gruppo e l'operazione contro Binance, inquadrandola all'interno di una più vasta attività informatica malevola. Questa identificazione è fondamentale per l'inchiesta, poiché evidenzia come non si tratti di un semplice furto di criptovalute, ma di un'azione che l'agenzia federale statunitense attribuisce specificamente a hacker nordcoreani.
A seguito del furto, l'FBI ha intrapreso azioni immediate, richiedendo a exchange di criptovalute, società di analisi blockchain e altri operatori del settore di bloccare qualsiasi transazione collegata agli indirizzi specifici coinvolti. L'obiettivo primario di questa misura è impedire il riciclaggio dei fondi sottratti e ostacolare la dissimulazione della loro origine illecita. La richiesta si concentra, quindi, sul tracciamento e l'intercettazione degli asset rubati nel loro percorso post-attacco.
Gestione degli asset sottratti e strategie di riciclaggio
L'indagine ha rivelato che il gruppo TraderTraitor stava procedendo alla conversione degli asset rubati, indirizzandoli prevalentemente verso Ethereum.
La ricostruzione delle attività post-furto include anche l'utilizzo di strumenti legati alla finanza decentralizzata (DeFi) e di “instant swap services”, identificati come potenziali canali per la conversione e il mascheramento dei fondi. Questi dettagli illustrano le strategie adottate per la gestione successiva del bottino, pur mantenendo ferma l'attribuzione dell'attacco.
Binance, riconosciuta come il più grande exchange di criptovalute a livello globale, ha comunicato di possedere riserve nella stessa valuta digitale sottratta, in grado di far fronte alla situazione.