Finalmente possono tirare un sospiro di sollievo gli utenti delle compagnie vodafone, tim e wind che in questi ultimi mesi hanno dovuto fare i conti con la nuova pratica delle cosiddette "ricariche-beffa". L'organo di vigilanza nell'ambito delle comunicazioni è intervenuto sulla questione dopo le innumerevoli proteste avanzate dai consumatori.

Si tratta delle ricariche telefoniche che, una volta effettuate, comportavano l'automatica decurtazione di 1 euro dal credito. Molto spesso, la somma trattenuta si traduceva in particolari bonus come gigabyte suppletivi oppure minuti da utilizzare nelle chiamate a prescindere dall'eventuale interesse del cliente.

L'autorità ha così stabilito che entro 30 giorni le suddette azienda debbano interrompere questa pratica, puntando ad assicurare una pronta differenziazione tra ricarica del cellulare e pacchetti aggiuntivi.

'Ennesimo espediente per massimizzare i ricavi in modo poco lineare'

L'Agcom ha specificato tramite delibera che la condotta di Vodafone, Tim e Wind è stata illecita, perché volta ad incrementare gli introiti delle società in modo indiretto e poco lineare, un po' com'era già accaduto in passato con la questione delle tariffe da pagare ogni 28 giorni. A quanto pare, dunque, siamo di fronte all'ennesima dimostrazione delle distanze sussistenti tra contraenti in una posizione di debolezza e le compagnie telefoniche che solitamente riescono ad aggirare quell'ampia serie di tutele predisposte per i propri clienti e nel modificare il rapporto a proprio favore tralasciando la condizione altrui.

L'Agcom ha riscontrato diverse violazioni

L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha riportato che nel corso dell'istruttoria è emerso che le ricariche telefoniche standard da 5 e 10 euro non erano ormai più disponibili presso i rivenditori autorizzati come tabaccherie, bar o edicole presenti sul territorio nazionale.

Di conseguenza, il cliente era costretto a ricorrere a modalità diverse di ricarica rispetto a quelle tradizionali, utilizzando ad esempio GigaRicarica di Vodafone o Ricarica+ di Tim per soddisfare le proprie esigenze, perdendo però 1 euro dell'importo per l'attivazione di altri bonus. Questa pratica, però, per l'Agcom andava a danno di chi, in realtà, non aveva alcuna necessità di attivare ulteriori offerte.

Inoltre è stata ravvisata una scarsa trasparenza da parte degli operatori nel fornire una serie di informazioni utili ai consumatori - come richiesto dall'ordinamento giuridico - affinché apprendessero che si trattava di una nuova tipologia di ricarica caratterizzata dalla presenza di alcuni bonus peculiari come gigabyte aggiuntivi oppure minuti per le chiamate nazionali e verso l'estero.

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