Il colosso Starbucks è divenuto negli anni uno di marchi più conosciuti al mondo. Non c'è case study di economia che non prenda la catena mondiale di caffetterie come esempio di Social responsability, Strategic social responsability o Marketing Mix.

Campagne promozionali, formazione dei dipendenti, joint-venture, marketing internazionale della multinazionale che ha sede a Seattle, sono costantemente analizzate e studiate come best practice di economia e marketing. La sirena a due code stilizzata è quotidianamente annoverata tra i loghi più riconoscibili del pianeta.

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La storia di Starbucks

Starbucks nasce nel 1971 a Seattle dove 3 amici, due insegnanti ed uno scrittore, decidono di aprire il primo negozio.

Il successo di Starbucks si deve a Howard Schultz, storico amministratore della società, ed è legato all'Italia. Nel 1983, infatti, durante un viaggio in Italia, venne sviluppata l'idea di portare in America l'autenticità della tipica caffetteria italiana. Caffè che abbinava degustazione, lettura e incontri e di cui lo stesso Schultz si era innamorato.

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Oggi l'azienda statunitense conta oltre 22.000 punti vendita in 67 paesi del Mondo in tutti i continenti. È divenuto luogo di ritrovo prevalentemente per i giovani e il target è distribuito soprattutto nelle grandi città. Starbucks, per scelta del fondatore, non è presente in Italia.

Sin dall'inizio, infatti, Howard Schultz ha sempre ritenuto che il modello di caffè in stile Starbucks, con i suoi prodotti, i suoi materiali, i suoi spazi non si adattasse bene alle abitudini degli italiani che hanno nei confronti del caffè una cultura molto più radicata rispetto agli altri paesi del mondo.

Il futuro di Starbucks

Molte volte si sono inseguite voci su un possibile cambio di rotta che portasse la sirena verde nel "bel paese", ma si sono sempre rivelate infondate.

Oggi, l’approdo nel nostro Paese della catena di caffetterie, sembra ormai davvero reale ed è sempre più vicino. Secondo alcuni quotidiani italiani, tra cui il Corriere della Sera, gli accordi dovrebbero essere firmati entro Natale e ad occuparsi della trattativa sarebbe Antonio Percassi, imprenditore ed ex calciatore del Cesena e dell’Atalanta.

Già l'introduzione di prodotti quali Frappuccino, Caramel Mocha, ma anche Espresso macchiato, Doppio e Americano, poteva far pensare che una certa idea di sbarco in Italia potesse essere plausibile. Ora le voci si fanno più insistenti, ed anzi si parla anche di Milano come sede iniziale dell'avventura italiana e del 2016 come data prevista di apertura.

Ancora qualche settimana e sapremo dunque se le voci sono fondate o si tratta nuovamente di bufale.

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