Spectrum è lo pseudonimo di un misterioso fumettista romano che non ci ha messo molto prima di catturare l'attenzione di Nero Press: con Honey Venom, fumetto tutto al femminile, infatti, ha inaugurato la collana Indacodella nota casa editrice.

Qual è stato il percorso che ti ha permesso di arrivare a presentare un fumetto così particolare?

  • Ho sempre raccontato storie fantastiche e dell’orrore. A volte era più presente l’elemento fantasy, altre volte quello gotico. L’orrore e l’erotismo sono sempre stati presenti come ingredienti aggiuntivi. Come fossero delle spezie che aggiungono qualcosa in più alla pietanza. Nel 2003 decisi di creare un nuovo personaggio le cui avventure si sarebbero svolte in un mondo fantasy diverso da quelli tradizionali. Honey mi venne in mente in un pomeriggio di dicembre. La disegnai, feci qualche bozza e pian piano cominciò a prendere vita. Ci sono voluti anni prima che la sua figura si stabilizzasse e che il mondo nel quale doveva muoversi diventasse coerente. Tanti esperimenti, tante tavole, tanti disegni e sceneggiature finite nel dimenticatoio. Pian piano, però, il percorso si è fatto sempre più chiaro e ho iniziato a realizzare un fumetto nel quale vestiva i panni della protagonista. La mia idea era semplice: ribaltare il punto di vista delle fiabe e del fantasy tradizionale e raccontare una storia dalla parte dei cattivi.

È stato difficile arrivare alla pubblicazione?

  • È arrivata in modo del tutto inaspettato. Io sono timido per quanto riguarda le mie storie a fumetti. In genere li scrivevo e disegnavo per me, li condividevo con gli amici più cari e alla fine li mettevo in un cassetto. Negli ultimi tempi ho cercato di superare questa mia timidezza e ho iniziato a condividerli su internet in forma di webcomics. Poi,incoraggiato dagli amici, mi sono deciso a stampare il primo volume delle avventure di Honey Venom in autoproduzione. Ho partecipato a qualche fiera nel corso del 2015 e infine sono arrivati i "tipi" di Nero Press. Avevano deciso di inaugurare una nuova collana dedicata ai fumetti di genere e secondo loro Honey era proprio quello che ci voleva. Così è cominciata l’avventura.

Parlaci di questo nuovo fumetto, come è nato, a cosa è ispirato, di cosa parla

Ho sempre scritto e disegnato quello che mi piaceva e che mi divertiva.

Forse la ragione è da cercare nel fatto che non ho mai pensato di poter interessare a qualche editore, pertanto non mi sono mai posto problemi sui temi che avrei voluto raccontare. E nemmeno sul modo in cui raccontarli. Nel caso di Honey Venom, sapevo di non dover rendere conto a nessuno se non a me stesso e quindi iniziai subito a briglia sciolta: un fumetto horror fantasy con una protagonista mortale e pericolosa, ma anche carina, sexy e buffa. Avevo quindi deciso che azione, orrore e sensualità con l’aggiunta di un po’ di ironia sarebbero stati gli ingredienti principali delle mie storie.

Che cosa sogni per il tuo futuro? E che cosa ti aspetti dalla vita?

Non so proprio cosa aspettarmi. Gli eventi degli ultimi anni della mia esistenza mi hanno insegnato che tutto può cambiare improvvisamente e repentinamente. A volte in modo duro, definitivo, irreversibile. Perciò cerco di vivere giorno per giorno, facendo del mio meglio senza proiettarmi al futuro. Non sempre mi riesce, ma ci provo.

Posso invece parlarti dei miei sogni. Io sogno di continuare a scrivere e disegnare fumetti e di divertire le persone con le mie storie. Questo è quello che mi piace fare più di ogni altra cosa.

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