Il comune di sulmona ha attivato ingenti misure di sicurezza in occasione della "Madonna che scappa", tradizione pasquale della città abruzzese, per la quale quest'anno sono giunte in piazza più di 10mila persone. Al momento sarebbero almeno 8 i varchi presidiati dalle forze dell'ordine: tre a Largo Mercatello, uno in Via Dorrucci, uno in Via Santa Margherita, un altro nei pressi della scalinata di Santa Chiara. Altri presidi, inoltre, sono stati introdotti presso l'ingresso del parcheggio a Santa Chiara e anche all'altezza della gradinata sotto l'acquedotto medievale.

Circa quindici minuti prima del rito, i varchi attivi sono stati ridotti a tre (ingresso nel parcheggio Santa Chiara, gradinata sotto l'acquedotto e Largo Mercatello) e sono stati predisposti come vie di fuga. Gli accessi sono stati controllati dalle forze dell'ordine, coadiuvate da protezione civile e operatori sanitari.

Il sistema di sicurezza ha garantito l'accesso alla manifestazione fino a 10mila persone, controllando scrupolosamente ogni visitatore che si avvicinava alle zone d'ingresso.

Come nasce la "Madonna che scappa" a Sulmona

Questo rito sacro sarebbe stato introdotto nel '600 da una confraternita di Santa Maria di Loreto. In un primo momento si era pensato a delle origini spagnole, come spesso avviene per altri riti legati alla Settimana Santa ma, in realtà, ad oggi non sono ancora chiare le origini di questa manifestazione religiosa.

La prima fotografia ufficiale della "Madonna che scappa" risale al 1861 ed è conservata proprio dalla confraternita, ma non è da escludere che possa essere stata introdotta molto prima. Prima degli inizi del XIX secolo, il rito si teneva presso la chiesa della Tomba. L'intera settimana di celebrazioni si concludeva a Sulmona proprio la domenica di Pasqua con la processione organizzata dai Trinitari del Cristo Risorto.

Ai primi del 1800, i Lauretani decisero di spostare la celebrazione in Piazza Garibaldi. Nel frattempo, la processione del Cristo Risorto cominciò a perdere di popolarità, sembrando quasi ironico che, durante il rito della "Madonna che scappa", in contemporanea sfilasse anche l'altra processione, con il rischio di incrociarsi.

E così, a poco a poco, il Cristo Risorto ha iniziato a scomparire.

Storia della processione della "Madonna che scappa"

Accompagnata dai due apostoli Giovanni e Pietro, la Madonna viene diretta verso la piazza centrale di Sulmona, dove si trova la fontana costruita dai grandi artisti del ferro battuto di Pescocostanzo. Le statue degli apostoli vengono fermate e, tutto ad un tratto, sale l'emozione, poiché in lontananza si comincia a scorgere il Cristo Risorto.

Con delicatezza e con un ingegnoso sistema di fili, il manto nero e il fazzoletto vengono fatti cadere, facendo sì che la Vergine possa mostrare uno splendido abito verde con delicato ricamo d'oro ed una rosa rossa, mentre si librano in aria 12 colombe bianche.

Intorno alle ore 12, tra la musica della banda e i fuochi d'artificio, la Madonna inizia la sua corsa verso il Figlio Risorto, una scena davvero commovente per i confratelli che si stringono in un grande abbraccio.

Secondo la tradizione, se durante il tragitto non ci sono difficoltà o problemi relativi alla caduta del manto, al volo delle colombe e alla corsa della Madonna, si prevede un anno positivo. Invece, se durante una di queste fasi qualcosa dovesse andare storto, allora nel corso dell'anno potrebbe verificarsi qualche sventura. Naturalmente, i presagi sarebbero ancora più negativi qualora la statua della Madonna dovesse cadere o danneggiarsi. Si ricorda, ad esempio, che nel 1914 e 1940 la statua è effettivamente caduta, e in quel periodo scoppiarono proprio le due guerre mondiali.

Al termine della manifestazione, la statua della Madonna viene ricomposta nelle sue vesti e, dopo un breve periodo di esposizione, viene riportata nella Cappella della confraternita, lontana dagli occhi dei fedeli fino alla Pasqua seguente.