#ensi sta per tornare ed esibirsi nella sua Torino, lo farà questa sera, venerdì 8 dicembre all' 'Hiroshima Mon Amour', alle 22. Il rapper e freestyler torinese sarà accompagnato sul palco dai compagni di sempre, il fratello Raige e il fratello non di sangue Rayden, ovvero gli altri due membri dei #one mic, uno dei gruppi più rappresentativi, iconici e conosciuti nella storia dell' hip hop del capoluogo piemontese, che ha avuto un ruolo fondamentale per l'affermazione e la diffusione del rap italiano nel decennio scorso.

Rapper e freestyler

Un ruolo – quello di chi diffonde il verbo, in questo caso la cultura hip hop – che nell'arco della sua carriera Ensi ha avuto anche e soprattutto in qualità di freestyler, vincendo tutte le competizioni più importanti a livello nazionale, diventando sin da giovanissimo una sorta di mostro sacro, oltre che un vero e proprio ambasciatore e numero uno indiscusso del freestyle italiano.

Un' abilità, quella dell' improvvisazione, che spesso ha rischiato però di offuscare e far passare in secondo piano il talento lirico dell' MC piemontese di origine siciliana, che è anche e soprattutto un autore di testi di spessore.

'La fama di numero uno [VIDEO] [..] era una spada di Damocle: dicevano Ensi è bravo a improvvisare, ma scrivere i pezzi è un'altra cosa. Ora invece i miei album arrivano, la gente canta in coro i miei pezzi' ha raccontato Ensi a 'La Stampa di Torino'.

Identità artistica e click dipendenza

Di fronte al pubblico della sua città Ensi, oltre al repertorio dei One Mic, proporrà 'V', il suo ultimo album, con il quale il rapper ha cercato soprattutto di distinguersi e di rimarcare la sua identità artistica e umana, queste le sue parle al riguardo: 'Identità per me vuol dire soprattutto personalità, in un periodo che vede il mio ambiente asservito alla logica dell'effimero.

Tanti fanno rap, quindi è necessario distinguersi: il background è un patrimonio [VIDEO] che si traduce in stile inconfondibile.'

Nell'intervista sopracitata il rapper ha avuto anche modo di esporre il suo punto di vista relativamente ai consolidati meccanismi della discografia 2.0, secondo i quali il numero di #click totalizzato su YouTube rappresenta ormai il metro di giudizio principale per determinare il valore di un artista; un parametro che, a dirla tutta, sembra essere meritocratico solo ed unicamente da un punto di vista prettamente teorico.

Queste le parole di Ensi sulla cosiddetta 'click dipendenza': 'Era un sasso, quello della click dipendenza; ma ora è un macigno. Non contano solo i like e le vendite; la dimensione live è quella che tiene viva la sostanza del rapporto con la gente.'