La copertina di Maurizio Crozza, ospite a Ballarò, non ha risparmiato nessuno, come il solito. Il comico genovese ha esordito con la notizia del giorno, l'avvenuto raddrizzamento della Costa Concordia, e ha concluso il suo intervento con un'imitazione (ipotizzata, visto che esso è stato messo in onda solo dopo la trasmissione) del videomessaggio di Berlusconi.

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"Abbiamo raddrizzato la Costa Concordia, Giova. Hai notato come è facile rimuovere le cose se non serve il voto del Pd?" domanda Crozza gioviale a Giovanni Floris. E adesso che la nave è stata radrizzata, il comico dice che spicca ancora di più quanto tutto il resto sia ancora storto. E quale sarebbe stato il commento di Bossi all'arrivo nel mediterraneo dei tecnici di tutto il mondo? "Vengono qui a prenderci il lavoro, a raddrizzarci le nostre navi. Tornate a casa, neger, radrizzatele a casa vostra."

Poi il conduttore televisivo torna a colpire il Partito Democratico dicendo che in merito alla incandidabilità il PD è pronto a votare, finalmente compatto, contro... Prodi! Non contro Berlusconi, già, denunciando così l'incapacità del centro sinistra di essere unito sull'attualità.

Per il videomessaggio di Berlusconi, Crozza indossa una parrucca e una giacca scura, entrando nella parte.

Con la musica di Forza Italia in sottofondo, parla dell'infortunio di Kakà e del denaro da dare a De Benedetti, della pitonessa e del cane Dudù  di Francesca Pascale, ammettendo che sta vivendo un periodo proprio "bislacco". Si sente confuso il presidente del Milan. "Care italiane e cari italiani, vorrei stipulare un nuovo contratto con voi... o preferite che facciamo in nero?" buttà lì Crozza imitando il modo di parlare del fondatore di Forza Italia.

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E quale idea, quale soluzioni per risolvere la situazione difficile in cui si trova? Pensa che sarebbe meglio infortunare De Benedetti che dovrebbe pagare Kakà e con un continuo gioco di parole ripropone una vecchia canzone di Branduardi che tutti conosco, intitolata "Alla fiera dell'est". E poi, ripetendo che non è un periodo felice per lui, annuncia: "Io adesso mi accascio su un fianco, come un relitto su uno scoglio... Se gentilmente fra venti mesi qualcuno volesse raddrizzarmi, io gli regalo Dudù, che fa tanto Cacà..."

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