Un Pelù diverso viene fuori dalla sue ultime dichiarazioni. L'artista con il simpatico accento fiorentino dopo averle suonate al Presidente del consiglio Matteo Renzi ha rilasciato un'intervista a Tv Mia dove ha rivelato di avere avuto guai con la mafia calabrese. Il cantante dei Litfiba ha raccontato di avere avuto pesanti minacce di morte dalla 'Ndrangheta dopo che aveva scritto Fiorirà, una canzone impegnata e poetica che l'aveva costretto per paura alla fuga dalla Calabria.

Piero Pelù ha raccontato di avere ricevuto una lettera su cui c'era scritto "che mi avrebbero mandato un bacio di piombo" e di aver denunciato il fatto ai carabinieri.

La canzone 'Fiorirà' dove parlava dell'impegno dei ragazzi di Locri contro la criminalità organizzata, aveva disturbato i signori della malavita locale che gli inviarono una lettera anonima recante questa testuale parole: 'Gli amici degli amici degli amici non erano contenti', costringendolo a scappare in fretta e furia dalla regione del Sud. Ma tutto questo per il giudice di 'The Voice of Italy' è stata una manna santa perché ha salvato la vita al padre spiegando come sono accaduti i fatti. Infatti il babbo come si dice in Toscana, infartuato avendo rifiutato il ricovero in ospedale, fu caricato di peso sulla barella dallo stesso artista musicale che in questo modo ha permesso ai medici di operarlo il giorno dopo salvandogli la pelle. In tutto questo Pelù vede il segno del destino che gli ha permesso di stare accanto ai genitori in un momento così drammatico fuggendo dalla 'Ndrangheta proprio in quei giorni.

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